La prima giornata a Palazzo Koch ha già dato il primo verdetto: il neogovernatore della Banca d'Italia Mario Draghi si sottrarrà al prevedibile e annunciato tiro incrociato delle polemiche astenendosi da ogni decisione sul destino dell'Opa Unipol-Bnl; una scelta necessaria per evitare qualunque fraintendimento circa il suo precedente incarico di vicepresidente nella banca d'affari Goldman Sachs, che ebbe un ruolo di consulente nella vicenda del primo assalto del Bbva (Banco di Bilbao Vizcaya) alla Banca nazionale del lavoro.
In effetti è atteso entro pochi giorni il parere definitivo sulla vicenda Unipol-Bnl.
Dopo il no della settimana scorsa firmato dal direttore generale di Bankitalia, Vincenzo Desario, la compagnia di assicurazioni controllata dalla Legacoop sta mettendo a punto le proprie controdeduzioni (per questo è convocato un cda giovedì 19) alle quali Via Nazionale sarà tenuta a rispondere entro 15 giorni. Il presidente della compagnia bolognese Pierluigi Stefanini è al lavoro assieme alle controllanti Finsoe e Holmo, advisor e banche finanziatrici (tra le quali la giapponese Nomura, Credit Suisse e Bper) per preparare un documento da presentare ai tecnici di Bankitalia entro venerdì 20. Le società del gruppo stanno lavorando sui requisiti patrimoniali richiesti dalla Banca d'Italia, che avrebbe rilevato la mancanza di 1,118 miliardi di euro in base alla legge sui conglomerati finanziari.
Nessuna cerimonia ufficiale, intanto, per l'arrivo del nuovo numero uno della Banca d'Italia. In linea con il suo stile riservato. Ai dipendenti è stata recapitata una lettera che invita a ritrovare l'orgoglio perduto negli ultimi mesi dominati dalle polemiche roventi sulle scalate bancarie. La giornata è iniziata di buon'ora, con Draghi che ha varcato la soglia dell'istituto prima delle 8. Arrivato con l'auto di servizio (al neogovernatore sono stati assegnati due nuovi autisti), Draghi ha preso posto per il momento in quella che per molti anni è stata la stanza del predecessore Antonio Fazio. Si tratterebbe di una sistemazione di passaggio perchè a quanto sembra il governatore avrebbe espresso il desiderio di stare nella "sala verde" che fu l'ufficio di Carlo Azeglio Ciampi e che ormai da molti anni è stata adibita a riunioni o colazioni di lavoro.
Sul fronte operativo, in vista della riunione del Consiglio Superiore del 26 gennaio, si lavora all'attuazione delle modifiche allo Statuto introdotte dalla riforma del risparmio. Si tratta di modifiche sostanziali che riguardano, innanzitutto, la
governance di Via Nazionale. Draghi, oltre a essere il primo governatore con un mandato a termine, sei anni e rinnovabile una sola
volta, è anche quello che apre la nuova era della collegialità e chiude la pagina della monocraticità. Già nell'incontro di ieri mattina, lunedì 16 gennaio, Draghi, Desario e i due vice Pierluigi Ciocca e Antonio Finocchiario, hanno iniziato un percorso che li vedrá condividere competenze e responsabilitá. Il governatore dovrà poi firmare alcune importanti nomine interne di dirigenti generali. Fra qualche mese poi potrebbe liberarsi anche la poltrone di direttore generale: Desario, infatti, avrebbe più volte manifestato l'intenzione di andare in pensione. Altra partita decisiva è quella aperta con la componente sindacale, che chiede a gran voce una svolta in un rapporto logoratosinegli ultimi anni, a partire dal rinnovo del contratto per gli 8 mila dipendenti di Via Nazionale. E uno dei primi passi di Draghi potrebbe essere quello di concedere un incontro alle organizzazioni sindacali mai ottenuto nel passato corso a guida Fazio.