Alla fine,a notte fonda,UniCredit ha confermato quanto la Borsa diceva già dal mattino: ci sono contatti per un'ipotesi di crescita con Société Générale.Il comunicato,per quanto prudente, è sufficientemente chiaro: «In riferimento alle indiscrezioni concernenti una possibile fusione con Société Générale, UniCredit informa che non esistono negoziazioni in relazione a tale operazione, sebbene,nell'ambito della usuale attività di esplorazione di opportunità strategiche di crescita esistono contatti con tale società con la quale UniCredit intrattiene da tempo relazioni ». Una nota con cui la banca guidata da Alessandro Profumo ha risposto alle pressioni della Consob, cresciute nel corso della giornata di pari passo all'aumento dei volumi delle negoziazioni sui titoli UniCredit.
L'ammissione dei contatti, sia pure all'interno di un contesto di dialogo con tutto il mondo bancario europeo, potrebbe ora però mettere a rischio lo stesso progetto di integrazione. Tanto che, secondo indiscrezioni, ieri il gruppo UniCredit avrebbe valutato anche la possibilità di invocare il «grave danno», previsto dalla normativa, per evitare di annunciare una ipotesi di integrazione che è tutta da verificare. Un problema che ha toccato anche Société Genéralé che tuttavia, ha giocato d'anticipo: prima ancora che arrivassero le sollecitazioni dell'autorità di controllo dei mercati finanziari ( Amf),la banca guidata da Daniel Bouton ha smentito di aver negoziati in corso con Unicredit. Si arriva così al paradosso di due potenziali partner che danno indicazioni leggermente differenti al mercato. Il che sottolinealo stato embrionale deinegoziati che possono essere considerati dei «contatti»o essere «smentiti» come trattative ufficiali. La mossa diplomatica dei francesi, peraltro, si spiega con la necessità di non inciampare nel regolamento introdotto dall'Amf che vincola le società ad attenersi alle dichiarazioni diffuse al mercato nei mesi successivi. In altre parole smentendo negoziati ufficiali prima dell'intervento dell'Autorità, Société Générale non è stata obbligata a entrare nei dettagli dell'operazione.
Di certo, almeno in Borsa, la convinzione è che toccherà proprio alla banca di piazza Cordusio riaprire il valzer delle aggregazioni. Tanto che le ipotesi di fusione con Société Générale si sono tradotte in una ondata di acquisti sui titoli dei due istituti coinvolgendo, a catena, l'intero settore bancario europeo. Le azioni della banca di piazza Cordusio hanno segnato un rialzo del 3,16% a 7,46 euro, dopo che in mattinata le quotazioni hanno toccato un nuovo massimo storico a 7,7 euro.A Parigi la reazione è stata più accentuata: il titolo Société Générale ha guadagnato il 7,74% a un prezzo di riferimento di 156,09 euro,complici anche le voci che vedono l'istituto in un duplice ruolo: aggregatore, ma anche obiettivo di Bnp Paribas (+3,8%).
Ieri sul mercato hanno abbozzato addirittura ipotesi di modalità di una fusione tra UniCredit e Société Générale: carta contro carta, in un'operazione sostanzialmente alla pari. Un accordo, in ogni caso, adesso è a rischio. Proprio perché i continui rialzi in Borsa rischiano di complicare valutazioni e trattative.
Uno scenario in divenire, dunque, su cui però il mercato ha già iniziato a ragionare: l'operazione darebbe vita a una delle maggiori banche del mondo con 57 milioni di clienti e oltre 12mila filiali. Mai nodi da sciogliere, fanno notare gli addetti ai lavori, non mancherebbero: dalla taglia diversa delle due banche (75 miliardi UniCredit e 67 SocGen) alla governance. Questo nonostantecol gruppo italiano ci siano rapporti consolidati: Fondazione Crt, primo azionista (al 4,7%) di UniCredit, a fianco della Fondazione Cariverona, è fra i maggiori soci di SocGen con una quota dell'1,06%del capitale (1,85% dei diritto dei voto). A sua volta la banca guidata da Daniel Bouton ha in mano l'1,46% di Piazza Cordusio.
In attesa degli sviluppi, la febbre da aggregazioni ha coinvolto tutto il settore bancario. Le voci insistenti su UniCreditSocGen hanno agitato il titolo Mediobanca in Borsa (+4,02%), visto che la banca di piazza Cordusio e Capitalia sono i primi due azionisti dell'istituto di piazzetta Cuccia. E a Francoforte il titolo Deutsche Bank ha guadagnato il 3,3% sulle voci di un interessamento di Citigroup.