Il gruppo elettrico italiano Enel ha vinto l'asta per una quota del 25,03% della genko russa OGK-5. L'offerta e' di 39,2 miliardi di rubli, pari a 1,12 miliardi di euro. E la società intende inoltre aumentare la propria partecipazione nella società elettrica russa Ogk-5 dopo averne acquistato il 25,03%: lo ha dichiarato oggi Stepan Zvegintsov, capo della sede di Mosca di Enel, che ha parlato di una quota superiore al 50%. Il prezzo dell'Enel è del 59% più alto di quello fissato in partenza di 24,66 miliardi di rubli. Nell'asta, Enel ha battuto la concorrenza della russa Rusal, il gigante mondiale dell'alluminio nato dalla fusione delle società di Oleg Deripska e Viktor Vekselber, del colosso petrolchimico russo Novatek, primo produttore indipendente russo di gas e secondo estrattore di gas, dopo Gazprom) ma ha sorpassato anche la società tedesca E.On. La russa Rusal, data per favorita da parte della stampa, si è arresa dopo l'ultimo rialzo, Novatek dopo il primo rialzo ed E.On si è ritirata quando l'offerta ha raggiunto i 34 miliardi di rubli. Ogk-5 è una delle sette società nelle quali sono state raggruppate le circa 440 centrali termiche e idroelettriche russe per essere privatizzate. Secondo gli analisti l'asta di oggi era un ulteriore banco di prova per saggiare la disposizione del Governo Russo ad aprire le porte agli stranieri dopo la recente tendenza al controllo statale, diretto o indiretto, del settore degli idrocarburi.
«Con l'acquisizione di Ogk-5 abbiamo coronato la nostra strategia che mira a sviluppare una presenza forte, integrata e ben bilanciata nel settore dell'energia in Russia- ha commentato l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti- un successo che viene dopo l'acquisizione ad aprile di importanti riserve di gas nella penisola di Yamal". Oggi, prosegue Conti, "é un gran giorno per le buone relazioni tra Italia e Russia: per la prima volta una società italiana fa il suo ingresso come partner strategico in una delle principali società di produzione di energia elettrica della Russia». Il successo arriva «dopo aver dimostrato nei tre anni passati le nostra capacità, con la gestione e il raddoppio della centrale a ciclo combinato di San Pietroburgo- precisa Conti -, l'ingresso nel 2006 nel settore della fornitura di energia elettrica attraverso la joint venture Rusenergosbyt e l'introduzione del sistema del contatore elettronico nella regione di Belgorod». E l'ad di Eni conclude «siamo oggi orgogliosi di poter mettere a disposizione dello sviluppo sociale, economico e industriale della russia il nostro patrimonio umano, tecnologico e di esperienza, anche in un'area strategica come la generazione di energia elettrica».