Azzeramento del consiglio d'amministrazione, escluso il neo amministratore delegato Massimo Mazzega, rinnovo del collegio sindacale, ricapitalizzazione. E divieto di effettuare operazioni in derivati. Sono questi gli imperativi imposti dalla Banca d'Italia a Banca Italease in seguito al rapporto ispettivo di Via Nazionale sulla gestione del gruppo negli ultimi sei mesi della dirigenza targata Massimo Faenza e durante i quali è esplosa la "mina" derivati. In Piazza Affari rimbalzo dopo il -10% della vigilia: poco dopo le 10 il titolo guadagnava il 2,7%, attestandosi a 16,47 euro.
I vertici della banca sono stati informati delle decisioni di Bankitalia, che non ha imposto il temuto commissariamento, durante il cda straordinario di martedì sera, sotto gli occhi del direttore della sede di Milano di Palazzo Koch, Salvatore Messina, dell'ispettore che ha condotto le indagini, Claudia Casini, e di altri funzionari della Banca Centrale guidata da Mario Draghi.
In particolare, via Nazionale, al fine di assicurare «la sana e prudente gestione» del gruppo, ha ordinato «il rinnovo degli organi e la convocazione delle assemblee» in sede ordinaria e straordinaria nonchè «la ricapitalizzazione» dell'istituto. Per questo è stata richiesta una riunione ad hoc del cda per deliberare in merito. Ancora, Bankitalia, alla luce dei contratti in derivati intermediati da Banca Italease con 2 mila clienti e lievitati da gennaio a oggi da 275,5 a 730 milioni di euro (al 29 giugno), ha disposto il divieto di effettuare operazioni finanziarie di questo tipo.
| I NUMERI |
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2.600. Sono i clienti coinvolti nella vicenda dei contratti derivati venduti dalla banca milanese
720 milioni. È il valore nozionale dei derivati. Su questi contratti la banca ha avviato procedure di recupero
40%. È la percentuale di recupero delle perdite sui prodotti derivati che la banca stima di potere riuscire a raggiungere attraverso conciliazioni e azioni legali con la clientela
457 milioni. È il totale dei ricavi di Italease nel 2006 . Dalla compravendita di derivati pari a 144 milioni la banca realizzava il 31% del totale dei suoi ricavi
7 banche. Erano sette le banche d'affari che studiavano i derivati che Italease piazzava ai suoi clienti: Deutsche Bank, Société Générale, Bnp Paribas, Banca Aletti, Goldman Sachs, Lehman Brothers e Bear Stearns
165 milioni. Le 10 società più esposte avevano derivati per oltre 165 milioni di euro. Giuseppe Statuto aveva un'esposizione da 80 milioni chiusa prima dello scandalo |
Da parte sua, il gruppo in una nota ha preso atto «delle indicazioni dell'Autorità di Vigilanza» e ha fatto sapere che «intraprenderà tempestivamente ogni necessaria iniziativa al fine di ottemperare a quanto richiesto». Va precisato che Italease aveva già provveduto a chiudere le posizioni in derivati rimaste aperte e a studiare un aumento di capitale da 600-700 milioni. Tra l'altro la banca si è proposta di recuperare un 40% delle perdite attraverso conciliazioni e azioni legali con i 2 mila clienti coinvolti. Così come è stato previsto il lancio di un nuovo piano industriale in autunno. È comunque scontato, a questo punto, che il Cda in agenda per il 27 luglio faccia proprie le richieste della Banca d'Italia. Per quel giorno è previsto inoltre l'esame della semestrale e l'aggiornamento definitivo sull'esposizione della Banca in derivati.
Cosa c'è nel futuro dell'istituto di via Cino Del Duca? A questo punto, con Mediobanca a fare da garante dell'aumento di capitale, una via percorribile è quella del mutamento radicale dell'assetto azionario, con un riduzione del peso delle Popolari, la cui presenza è guidata dalla capofila Banco Popolare con il 30,7% (tra gli altri soci del patto di stabilità Bper, reale Mutua, Popolare di Sondrio, AntonVeneta, Pop Milano, Credit Suisse). Anche perché è difficile credere che tutti i banchieri presenti nel board - tra i quali amministratori delegati e direttori generali, fossero totalmente all'oscuro della vicenda derivati. Anche per questa ragione il caso Italease è un altro duro colpo alla credibilità del sistema bancario italiano, già messa a dura prova dal crack Parmalat e dall'estate dei furbetti e delle scalate.
La Procura di Milano ha intanto acceso un faro su Italease. Il dossier - secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore Radiocor - è all'attenzione dei magistrati milanesi, che stanno decidendo la strada da seguire. Nei giorni scorsi l'Adusbef, l'associazione che difende gli utenti dei servizi bancari, aveva chiesto l'apertura formale di indagini a carico degli amministratori dell'istituto e a Bankitalia il commissariamento della società.
Anche in Borsa è stata un'altra giornata da dimenticare per il titolo Italease, che ha ceduto un altro 10% in Piazza Affari, chiudendo a 16 euro. In gennaio era a 45.