Adesso tocca a Palazzo Chigi. Il ministero dell'Economia «prende atto» della decisione del consiglio di amministrazione dell'Alitalia di scegliere la proposta di Air France-Klm come «la soluzione appropriata per la salvaguardia» dell'azienda e gira le carte a Palazzo Chigi.
Tommaso Padoa-Schioppa condivide in pieno la scelta del cda presieduto da Maurizio Prato, il quale in soli 142 giorni, dopo il flop della prima asta, è riuscito a individuare un partner affidabile per la privatizzazione. Il ministro dell'Economia ha trasmesso ieri tutte le carte a Romano Prodi «per le valutazioni di competenza del Governo».
Entro il 15 gennaio il Governo dovrà dare le indicazioni definitive, condizione perché si vada alla due diligence in esclusiva. Se ne occuperà il Consiglio dei ministri, il prossimo è il 28 dicembre.
Domani le carte saranno esaminate dai consulenti del ministero dell'Economia che hanno seguito la prima fase della privatizzazione, terminata il 17 luglio con il ritiro di Air One, cioè Merrill Lynch, Bain, il valutatore Csfb.
Questa fase per Prodi non sarà una passeggiata. Il premier è favorevole, con Padoa-Schioppa, a un «partner solido e affidabile», identificato in Air France. Ma non si è arreso il fronte politico, imprenditoriale e sindacale (i confederali) che sostiene il progetto «italiano» di Air One e banca Intesa.
Carlo Toto presenterà il suo piano «direttamente al Governo». Con l'asse Toto-Passera ci sono i ministri D'Alema e Rutelli, Bianchi e Di Pietro, larga parte dei Ds, tranne Bersani, An e Forza Italia. La Lega Nord è in rivolta contro il ridimensionamento di Malpensa. «Una scelta folle», secondo il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni.
Come ha detto ieri il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, «la questione Alitalia non è ancora chiusa. Ora sta al governo decidere, deve riflettere bene per fare la scelta migliore» Sembra però difficile che l'Esecutivo capovolga la decisione tecnica dell'azienda, deliberata dopo un approfondito esame degli advisor, Citi, Roland Berger, studio Grimaldi.
«Privilegeremo il miglior piano industriale, un profilo nazionale della compagnia e la migliore tutela dell'occupazione», ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano. Un'eventuale bocciatura della scelta di Alitalia andrebbe motivata in maniera adeguata.
La compagnia ha spiegato che il piano industriale di Air France «è stato ritenuto di elevata credibilità» e che la proposta «è la più conveniente» in termini economici «ed è corredata da una elevata certezza di reperimento delle risorse finanziarie per Alitalia». Air France ha disponibilità di cassa per 4,1 miliardi al 30 settembre e «si impegna a a garantire l'intero ammontare indicato per l'aumento di capitale, 750 milioni».
La speranza del fronte «italiano» sembra legata piuttosto a un rafforzamento di Ap Holding. Ma, nonostante tutti i rinvii, nessun partner è arrivato. Restano pochi giorni per trovarlo.
L'advisor Goldman Sachs, che puntualizza di non essere mai stato tra le banche finanziatrici del progetto Air One, non sarà a fianco di Toto nella fase politica. Goldman resterà in disparte, pronta a rientrare se dovesse riaprirsi una fase tecnica. «Il piano di Air France-Klm è – ha detto ieri Air One – un piano di ridimensionamento e di forte contenimento di Alitalia a chiaro svantaggio dei cittadini italiani».
Tra i temi da approfondire nella fase politica, i piani di sviluppo di Fiumicino e l'offerta di Air France da Malpensa, dove – ha comunicato Alitalia – resteranno solo «i tre principali collegamenti per il nord America, il sud America e l'Asia». Jean-Cyril Spinetta ha annunciato un miglioramento degli orari dei voli da Malpensa per l'Europa, per servire meglio i clienti d'affari. A Fiumicino aumenteranno gli intercontinentali, ma questo avverrebbe in misura più contenuta del piano Prato, che prevede il trasloco a Roma di 14 delle 17 destinazioni oggi di Malpensa. Sarebbe già in vendita il nuovo volo Roma-Miami, dal 30 marzo 2008. Il segretario della Cisl, Raffele Bonanni, ha attaccato Air France dicendo che i suoi esuberi veri sarebbero 4mila, contro i 2.750 di Air One. Toto prevede altri 1.050 esuberi in Az Servizi, settore sul quale i francesi non hanno dato indicazioni in profondità. Spinetta smentisce, ripete che i suoi esuberi sono inferiori al piano Prato, si stima tra 1.600 e 1.700.
Air France, che ha confezionato il piano con gli advisor Lehman Brothers e Lazard, offre nell'Ops in concambio azioni proprie per un valore di circa 35 centesimi ad azione Alitalia (contro un centesimo di Air One) e propone l'acquisto, in Opa separata, di tutti i «Mengozzi bond» al prezzo nominale, in contanti.
Air France infine «indica la volontà di considerare misure di coinvolgimento del personale, con forme di partecipazione al risultato». I dipendenti del gruppo franco-olandese possiedono l'11,3% del capitale (su un valore di Borsa di 7.200 milioni). Domani anche i dipendenti Alitalia, già azionisti nel 1998 con il piano Cempella, potrebbero diventare soci della holding Air France, anche attraverso stock option.