Lunedì nero per le Borse europee . Epicentro del nuovo sisma che ha scosso i mercati il taglio del tasso di sconto Usa al 3,25% da parte della Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, domenica (martedì il mercato si attende il taglio tra mezzo punto e un punto dei tassi sui fed funds, oggi al 3,50%) e l'acquisizione pilotata, a prezzi di saldo, della banca d'investimenti Bear Stearns da parte di Jp Morgan.
Intanto un'altra grande banca d'investimenti, Lehman Brothers, è entrata nel mirino del mercato con perdite superiori nel corso delle contrattazioni anche del 44%, chiudendo poi intorno ai 30 dollari, in calo del 20 per cento su voci di problemi di liquidità. Moody's ha abbassato l'outlook. Tutto è nato dalla notizia dell'agenzia Dow Jones secondo cui Dbs Group Holdings, la maggiore banca del sud est asiatico, avrebbe invitato i propri trader a non concludere affari con il colosso americano. «Si parla di una email che è stata inviata per avvisare i trader a riesaminare nuove eventuali transazioni con Lehman Brothers caso per caso», ha scritto Dow Jones.
L'euro ha segnato nuovi massimi, spingendosi fino a 1,59 dollari per poi ripiefare in chiusura a 1,5751. Anche il petrolio ha ritoccato il record dopo il taglio dei tassi Usa, a quota 111,80 prima di precipitare sotto i 105 dollari al barile sui timori della recessione americana e della frenata dell'economia mondiale.
Piazza Affari ha chiuso pesantemente in rosso: -3,52% l'indice Mibtel, -3,29% lo S&P/Mib, il listino delle blue chip (-20,6% da inizio d'anno). Calo anche peggiore a Francoforte (-4,18% per il Dax 30, -23,3% nel 2008, peggior performance in Europa): il profit warning di Siemens ha scatenato il panico tra gli investitori. Il colosso tedesco ha annunciato che l'utile del trimestre in corso sarà inferiore alle attese per circa 900 milioni. Sono scattati gli ordini in vendita su tutto il comparto industriale, il cui sottoindice ha così accusato un ribasso del 6,3%. Le stesse azioni Siemens hanno accusato un calo del 15,4%. Tra le altre piazze principali Londra -3,26%, Parigi -3,51 per cento. Maglia nera Zurigo che ha lasciato sul parterre il 5,02 per cento.
Sono così state colpite dalle vendite tutte le azioni del settore bancario: Unicredit -4,39%, Ubi -2,7%, Mps -3,9%. Sono inoltre andate male le Bpm (-4,25%) e le IntesaSanPaolo (-3,12%). Ha invece cercato di ridurre le perdite il Banco Popolare (-2,1%), nonostante il tonfo dell'11,3% accusato dalla partecipata Banca Italease. Generali ha limitato il calo all'1,2% dopo aver chiuso il 2007 con un utile netto consolidato record a 2,916 miliardi, in crescita del 21,2% rispetto al 2006. In fondo al listino principale sono cadute Seat (-11,39%), l'Espresso (-7,3%), Autogrill (-6,3%), Saipem (-5,7%). Telecom Italia ha ceduto il 5,4% a 1,319 euro. Standard & Poor's ha abbassato il rating di lungo periodo su Telecom Italia da BBB+ a BBB, a seguito dei risultati registrati dalla società nel 2007 e del piano industriale 2008-2010, presentato lo scorso 7 marzo. Gli analisti hanno confermato il rating di breve termine A-2. L'outlook è stabile..
Alitalia ancora in picchiata: tra una sospensione e l'altra il titolo è caduto del 26,76% a 39 centesimi dopo che l'offerta Air France ha valorizzato l'azione della compagnia 10 cent. Gli scambi sono stati pari al 3,2% del capitale. L'unico titolo che ha chiuso a Milano in terreno positivo, tra le società a maggior capitalizzazione, è stato Snam Rete Gas (+0,23%).
Oltreoceano non ha sortito grande successo il tentativo di recupero degli indici azionari Usa dopo l'annuncio della nuova asta della Federal Reserve a breve da 12 miliardi di dollari: alla chiusura solo il Dow Jones si «salvava» sulla parità a +0,2%, mentre il Nasdaq scendeva (-1,55%). In rosso anche lo S&P 500, che arretra (0,9%).
A fare cadere Wall Street è stata soprattutto la notizia dell'acquisizione di Bear Stearns (il titolo crolla dell'85%) da parte di JP Morgan; un'acquisizione che svaluta in modo sostenuto gli asset della quinta banca d'affari di Wall Street, che sarà rilevata per appena due dollari per azione, a forte sconto rispetto al valore con cui il titolo ha concluso la seduta di venerdì. L'acquisto avverrà infatti per 236,2milioni di dollari, contro il valore di mercato di 3,5 miliardi di dollari che il colosso aveva lo scorso venerdì, e rispetto ai 20 miliardi di capitalizzazione del gennaio del 2007.
Pesano però anche le indiscrezioni secondo cui Dbs Group Holdings, la maggiore banca del sud est asiatico, avrebbe invitato i propri trader a non concludere affari con Lehman Brothers, finita nel tritacarne delle voci su problemi di liquidità. In forte ribasso anche Morgan Stanley, Merrill Lynch, e Goldman Sachs. Intanto il principale dato macroeconomico della giornata negli Stati Uniti, l'indice della produzione industriale nel mese di febbraio, ha segnato un calo dello 0,5 per cento. Il dato, reso noto dal dipartimento del Commercio Usa, è leggermente peggiore rispetto alle attese.
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