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Borsa, New York in rialzo
Milano chiude in rosso

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15 aprile 2008

La Borsa di New York chiude la seduta in rialzo. Alla fine della giornata di contrattazioni a Wall Street, il Dow Jones sale di 60,82 punti (+0,49%), a quota 12.362,88 punti, mentre il Nasdaq è cresciuto di 10,22 punti (+0,45%). In rialzo anche lo S&P 500, avanzato di 6,15 punti (+0,46%), a 1.334,47.

Con un finale negativo, la Borsa di Milano ha chiuso in rosso e in controtendenza rispetto alle altre piazze finanziarie europee appesantita dallo scivolone di Parmalat e dal tonfo di Fiat. L'S&P/Mib ha ceduto lo 0,21%, il Mibtel lo 0,08 per cento. Fiat (-4,79% a 13,64 euro) ha pagato caro il calo di immatricolazioni a marzo e il blocco all'impianto di Pomigliano. Parmalat (-4,66% a 2,34 euro) è stata ridimensionata - sotto il profilo dell'entità dei risarcimenti richiesti - dalla decisione dei giudici del New Jersey nel corso della causa contro Citigroup. L'inizio del dibattimento è stato fissato per il 5 maggio.

Positivo l'andamento dei titoli legati al settore delle costruzioni e delle infrastrutture, su tutti Impregilo (+4,28% sfruttando le attese per il rilancio del progetto del ponte sullo Stretto, di cui la società è general contractor) e Atlantia con +6,09%, quest'ultimo per effetto dell'ipotesi post-elettorale di riapertura del dossier Abertis bloccato dal governo Prodi. Ricoperture sul lusso, settore recentemente oggetto di realizzi sulla scia dei timori di recessione e del dollaro debole: ne ha beneficiato Luxottica (+2,60%). Prezzo d'asta positivo per Alitalia a 0,59 euro (+18%): il mercato scommette su una soluzione diversa da quella proposta da Air France-Klm.

Scivolone per il titolo Mediaset (-4% a 5,8 euro): passato l'effetto elezioni, gli analisti sono tornati a concentrarsi sui fondamentali, puntando il dito su una raccolta pubblicitaria attesa in stallo in seguito al rallentamento dell'economia globale. Secondo gli esperti di Cazenove, nel 2008 il fatturato pubblicitario crescerà soltanto dello 0,1% contro stime precedenti per +1%. La banca d'affari ha tagliato la raccomandazione sul titolo del Biscione a underperform dal precedente in-line e abbassato le stime di utile per azione 2008-2010 del 3%. Mossa analoga da parte di Intermonte che, pur confermando il giudizio neutral e il target di 6,5 euro, ha rivisto al ribasso le previsioni di eps dell'1,5% a 0,45 euro per il 2008 e dell'1,4% a 0,49 euro per il 2009.

La Borsa americana in rally durante la giornatadopo un avvio positivo seguito alla pubblicazione dei dato macro (e prima della chiusura positiva). Il mercato è stato confortato in un primo tempo dalla pubblicazione dell'indice della produzione di marzo, balzato dell'1,1% e dal balzo a 0,63 punti dell'indice Empire State aprile, poi però il clima si è nuovamente raffreddato con il petrolio quasi a 114 dollari e i dati sull'inflazione che hanno provocato una drastica revisione da parte del mercato delle probabilità di ulteriore taglio dei fed funds (i tassi d'interesse Usa) a fine aprile.

Eppure gli investitori erano sembrati rinfrancati dai dati trimestrali sopra le previsioni annunciati da Johnson & Johnson (utile netto +40% con outlook ritoccato al rialzo), Regions Financial e State street (poi colpita dalle vendite in Borsa per avere ammesso in conference call di aver acquistato circa 850 milioni di dollari di asset che facevano capo a un Siv) e Regions Financial, in attesa dei conti di Intel, a mercato chiuso, e Washington Mutual.

Bene i finanziari con Citigroup in rialzo (+0,62%) mentre l'Ocse nel pomeriggio ha parlato di nuove stime per il bilancio della crisi dei mutui, inferiori ai mille miliardi previsti dall'Fmi: secondo l'Ocse le perdite del sistema bancario ammonterebbero a 422 miliardi (contro i 300 stimati lo scorso anno) e per uscire dal tunnel servirebbero ancora tra 6 e 12 mesi.

Nozze con tonfo, invece, per Delta Air Lines e Northwest Airlines: rispettivamente -11% e -5,5% dopo l'annuncio della fusione che darà vita alla compagnia aerea numero uno al mondo. A pesare sui titoli dei due gruppi, che hanno terminato nella vigilia con Delta in rialzo del 4,7% e Northwest del 2,4%, in particolare i nuovi record del petrolio, legati al calo del dollaro e alle stime dell'Opec di un aumento della domanda.

Sul mercato valutario l'euro ha ripiegato nel finale sul dollaro, grazie al ritorno degli acquisti speculativi sul biglietto verde dopo i dati macro Usa, mentre si è consolidato nei confronti delle altre principali divise. Rispetto alla sterlina la valuta europea ha aggiornato il nuovo massimo storico a 0,8065. La tenuta della divisa unica rispetto al dollaro era stata incrinata nella mattinata dal deludente indice tedesco Zew, che aveva impedito di superare importanti resistenze. In chiusura l'euro è stato indicato a 1,5807 dollari (1,5841 ieri e 1,5828 Bce oggi). In chiusura l'euro è stato altresì indicato a 160,05 yen (159,35 nella vigilia e 159,87 nell'odierna rilevazione della Bce), a 1,5820 franchi svizzeri (rispettivamente 1,5773 e 1,5817) e a 0,8051 sterline (0,7983 e 0,8049).

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