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Marchionne: «Più flessibilità per affrontare la crisi dell'auto»

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23 luglio 2008

Più flessibilità per affrontare la brutta congiuntura del mercato dell'auto, afflitto dal caro-petrolio. È questa la ricetta di Sergio Marchionne, esposta agli azionisti nel corso della conference call di presentazione dei risultati del secondo trimestre del Lingotto, migliori del previsto e che per questo hanno spinto il titolo sino alla soglia dei 12 euro, lontano dai minimi dell'anno.

L'amministratore delegato di Fiat ha parlato di «trasferimento temporaneo di forza lavoro all'interno degli stabilimenti del gruppo», possibile «sospensione» del rinnovo di contratti a termine, «sospensione temporanea» della produzione «in alcuni impianti se richiesto dalle condizioni di mercato» e corsi di formazione. Per il top manager, in un contesto di mercato difficile, ma non così brutto come è stato dipinto finora anche dai media, l'azienda intende perseguire «un assoluto rigore e disciplina nel far incontrare la produzione con la domanda. Il momento è quello che è ma noi siamo strutturati e attrezzati per confermare le nostre previsioni». E il futuro, almeno per il 2008, chiaramente non si prospetta roseo per il comparto auto, soprattutto in Italia. La maggiore preoccupazione per l'andamento del portafoglio ordini di Fiat riguarda «il comparto dei camion», ha precisato Marchionne, rispondendo alle domande degli analisti.

Vendite in calo nel 2008, ripresa nel 2009
Fiat stima per l'anno in corso una contrazione del mercato dell'auto in Europa del 4% circa rispetto ai livelli del 2007 e in Italia del 15%, mentre le vendite dei veicoli commerciali sono attese sostanzialmente stabili sui livelli dello scorso anno. Diverso il quadro per il mercato brasiliano che Fiat vede in crescita per il 2008 del 20% per le auto e del 35% circa per i veicoli commerciali leggeri. Per il 2009, invece si stima una crescita marginale (inferiore all'1%) nel Vecchi continente, con una progressione più marcata nel nostro Paese (+2,5% circa).

Confermato il rialzo dei listini
Il gruppo Fiat sarà in grado mantenere i margini di guadagno attraverso un'azione sui prezzi nel secondo semestre del 2008, dopo che già nella prima metà dell'anno sono aumentati dell'1,5% per l'auto e del 5% per Cnh. Il gruppo subirà un aumento dei costi delle materie prime per 950 milioni di euro nel 2008, ma grazie ai programmi di efficientamento sarà in grado di realizzare un risparmio netto di costi per 230 milioni nell'anno.

«Grandi attese» per l'alleanza in Serbia
Per la casa automobilistica torinese il futuro, lo hanno dimostrato gli ottimi dati del mercato brasiliano, è nei mercati emergenti. La nuova frontiera però è oltre-adriatico. «Abbiamo grandi attese - ha detto Marchionne - per l'alleanza siglata in Serbia» con la società serba Zastava di Kragujevac, partnership per la quale sono stati avviati negoziati con il governo del Paese balcanico. La definizione degli accordi, ha fatto sapere, è «alla fase finale. Ci sono uomini sul terreno che stanno portando avanti i negoziati». L'attesa è che l'alleanza sia operativa nel 2009 ed è previsto «un piano di investimenti per i prossimi 12 mesi. La Serbia è un gran posto, specialmente da ieri» ha concluso Marchionne, alludendo alla cattura di Radovan Karadzic.

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