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Pentar, Romiti jr: obiettivo Piazza Affari entro tre anni

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13 agosto 2008

La quotazione in Borsa entro tre anni, l'incremento dell'attività di advisory, le attese per un 2008 in pareggio o in lieve utile in un anno dedicato al consolidamento delle partecipazioni già acquisite, la politica di sviluppo sul territorio italiano ed estero dove è già presente in Cina. Sono i progetti che Maurizio Romiti ha in cantiere per la Pentar. In un'intervista a Radiocor il vice presidente e fondatore della «boutique» attiva nel settore dei beni di qualità anticipa le mosse future della società.

«Abbiamo un programma per la quotazione di Pentar - spiega Maurizio Romiti - che dovrebbe svilupparsi nell'arco di tre-cinque anni, meglio se nei tre anni. Un progetto di cui sono stati informati i soci nell'ultimo consiglio di luglio e che punta a trasformare la società in una public company - puntualizza il vice presidente - con tanti soci che possono dare maggiori stabilità al management». Pentar, a tre anni dalla sua costituzione, è cresciuta velocemente e «già quest'anno raggiungeremo almeno il pareggio, se non addirittura un leggero utile - spiega Maurizio Romiti - grazie anche all'attività di advisory che sta crescendo molto, mentre stiamo consolidando le partecipazioni già acquisite».

La società è infatti specializzata nell'attività di consulenza strategica e finanziaria, rivolta prevalentemente alle società a capitale familiare, anche di dimensioni medio-piccole e nell'investimento nel capitale delle stesse con un approccio industriale, rilevando partecipazioni di minoranza o di controllo. Nei tre anni Pentar - che ha per maggiori azionisti la Bigli 1 dei Romiti (20,35%), Gemina (20,35%) e il management (21,81%) e conta fra i numerosi soci anche la Monrif (1%) e la Gmc di Pippo Marra (0,4%) - si è allargata avviando diversi uffici in Italia (Milano sede operativa, Napoli sede legale, Catania, Lecce e Cagliari) e anche in Cina grazie alla joint venture con una banca d'affari che ha dato vita a Afg Pentar.

Pentar ha visto di recente l'ingresso nel consiglio di amministrazione di due consiglieri indipendenti del calibro di Carlo Buora e Matteo Marzotto «che se dovessero esprimere il desiderio di entrare come soci nella società - afferma Romiti - sarebbero di sicuro ben accolti». La società è oggi presieduta da Michele Perini, mentre il direttore generale è Alessandro Santini. Pentar, spiega Romiti, dovrà procedere prossimamente alla seconda tranche di aumento di capitale già deliberato che prevedeva l'incremento da 25 a 50 milioni entro il 2011.

Romiti, che in passato ha ricoperto la carica di amministratore delegato di Rcs Mediagroup e direttore centrale di Mediobanca, ha riferito che non sono mai state avviate trattative per un eventuale uscita di Gemina dal capitale di Pentar, alla luce del programma di dismissioni delle partecipazioni in atto nella finanziaria milanese che in precedenza è stata sotto i controllo della famiglia Romiti. «Su questo argomento - spiega - non ci sono contatti in corso. Esistono contratti di lock-up che hanno scadenza a metà del 2009, ma se Gemina rimane nel nostro capitale ne sono ben felice».

Pentar ad oggi annovera diversi investimenti nell'alimentare di nicchia, nella nautica, negli accessori e nell'hospitality, con la "mission" di puntare a settori «che migliorano la qualità della vita e sono tipici del lifestyle italiano». La società ha quindi realizzato investimenti nel capitale di Banca del Sud (3% di partecipazione), Franchini International attiva nella produzione di imbarcazioni di alta qualità sia a vela che a motore (48% del capitale), Twin-Ddm attiva nell'abbigliamento e nata da un'idea di Daniele Cordero di Montezemolo (44,4%), Manzano Sviluppo che opera nell'immobiliare (25%), Copaim attiva nei prodotti alimentari freschi di alta qualità (13,6% con in programma di arrivare al 24%), il marchio italiano di gioielli Manfredi China (70% da Afg Pentar) e Italgest Mare attivo nell'energia rinnovabile (25% che potrà salire al 45% in fasi successive).

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