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Drogati di Borsa, quando il trading diventa dipendenza

di Andrea Franceschi

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2 agosto 2008

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Chi è il trader compulsivo?
Non è possibile stilare un profilo del giocatore in Borsa patologico. Non ci sono dati o statistiche. Ma dalle testimonianze che abbiamo raccolto è emerso che questo disturbo interessa sia dilettanti del trading, come Fabio, che di lavoro fa il commesso, che professionisti della finanza. La storia che ci ha raccontato Daniela Capitanucci, psicologa, volontaria dell'Associazione And (Azzardo e nuove dipendenze), ne è la riprova. «Ho avuto in cura un consulente finanziario, impiegato in una banca – racconta - tra la fine degli anni 90 e il 2000 iniziò ad avere i primi problemi. Faceva investimenti molto rischiosi, sia sul suo conto, che sui portafogli che aveva in gestione. A un certo punto però, ebbe una grossa perdita sul conto di un suo cliente. Da quel momento entrò in una spirale pericolosa, spinto dalla necessità di recuperare il capitale perduto. Iniziò a sottrarre fondi dai conti dei clienti, per acquistare e rivendere titoli. Ad un certo punto però la banca si accorse delle irregolarità, scoprendo un buco per oltre 200 milioni di lire. L'istituto decise di non fargli causa per evitare che la notizia uscisse generando uno scandalo. Ci fu un accordo: la banca non lo avrebbe querelato in cambio del suo silenzio. L'unico risarcimento fu la trattenuta della sua liquidazione. Un'ottima soluzione per lui, che avrebbe rischiato il carcere in caso di condanna».

La conferma di come la dipendenza da trading sia un problema da cui non sono immuni gli addetti ai lavori arriva anche da Dario Angelini, psicologo terapeuta del Laboratorio Famiglia di Roma. «Tra i miei pazienti ho avuto studenti di economia e commercio e professionisti - fa sapere – persone estremamente competenti che, proprio per la loro conoscenza approfondita del funzionamento dei mercati si sentivano troppo sicuri di se e hanno finito per rovinarsi».
Non è raro poi che professionisti della finanza si rivolgano a specialisti anche quando il problema non ha raggiunto un livello di gravità tale da essere considerato patologico. «Ho avuto in cura un consulente finanziario e un trader professionista che lavora in una società di broker» dice Paolo Cavedini. «Hanno chiesto il mio aiuto perché, nonostante un altissimo livello di competenza nel loro lavoro, non riuscivano ad essere lucidi ed efficienti come volevano. Abbiamo fatto sedute di psicologia comportamentale. Successivamente gli ho insegnato delle tecniche di rilassamento per aiutarli a gestire meglio il momento della decisione».

Allenare la mente per evitare i rischi
Abbiamo consultato diverse banche e società finanziarie sull'argomento. Il trading compulsivo è un disturbo poco o per niente conosciuto e non ci è stato segnalato nessun caso dalle aziende. Un po' perché è il fenomeno è marginale e difficilmente individuabile. Un po' perché episodi di questo genere, come dimostra la testimonianza della dottoressa Capitanucci, tendono a passare sotto silenzio.

C'è poco interesse agli aspetti psicologici del gioco in Borsa da parte delle aziende. Ma negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo. Directa, uno dei primi broker telematici in Italia, da un paio di anni ha inserito nei suoi corsi di formazione per operatori professionisti e aspiranti trader, una lezione sugli aspetti psicologici del gioco in borsa. Durante i seminari, la psicologa Valentina Esposito spiega quali sono i rischi dietro l'eccesso di trading e come prevenirli. «Le piattaforme per fare investimenti su internet sono studiate apposta per indurre l'utente all'azione. Ci sono diversi stimoli percettivi come luci, colori e suoni. Questo fa si che nelle operazioni sia maggiore efficienza. Tuttavia il sovraccarico di informazioni può spesso indurre all'errore. Nei miei seminari faccio presente questi "effetti collaterali" e do qualche dritta su come evitarli. Tutto si gioca sulle emozioni. Quando il trader individua e riconosce i suoi stati d'animo nei momenti di stress, è anche più in grado di controllarli».

Anche Banca Sella, nel piano formativo Sella.it 2008, ha inserito un seminario simile. Lo tiene Giorgio Sogliani, analista tecnico del Gruppo Banca Sella. Il titolo del corso è "Dalla psicologia della finanza all'allenamento mentale per il trader: idee e tecniche operative". Durante l'incontro-laboratorio si cerca di aiutare i trader ad adottare un metodo efficiente per operare sui mercati finanziari con razionalità, controllando la propria emotività.

franceschi.an@gmail.com

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