L'acquisizione di Postbank da parte di Deutsche Bank sarebbe ormai solo questione di ore, a pochissimi giorni dall'annuncio di una fusione tra Commerzbank e Dresdner Bank. L'ultimo ostacolo potrebbe essere Santander che ieri sera è uscita allo scoperto, annunciando di avere fatto anch'essa un'offerta per la banca postale.
Deutsche Bank ha confermato nella notte tra mercoledì e giovedì le trattative con Postbank, ancora controllata per il 50% più una azione dalla Deutsche Post. Le voci circolavano da alcuni giorni (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). La decisione finale spetta ora al consiglio di sorveglianza di Deutsche Post in una riunione fissata per stamani.
Secondo il quotidiano Financial Times Deutschland, Deutsche Bank sarebbe pronta ad acquistare una quota leggermente inferiore al 30%, pagando circa 2,6 miliardi di euro. L'ammontare è superiore agli attuali valori di mercato, pari a 2,3 miliardi di euro. Il resto verrebbe acquistato successivamente, nel giro di 12-36 mesi.
La partita però non può dirsi del tutto conclusa. Ieri sera, da Madrid, Santander ha confermato di avere fatto una proposta «indicativa» per il 100% di Postbank, una banca che in Germania conta oltre 14 milioni di clienti. Voci di mercato parlano di un'offerta pari a 55 euro ad azione (rispetto a una chiusura ieri a 45,77 euro, in calo dello 0,78%). Una fusione puramente tedesca appariva ieri sera la più probabile.
«Per Deutsche Bank acquistare una quota del 30% in Postbank presenta alcuni vantaggi – hanno commentato gli analisti di Sal Oppenheim in un recente studio –. Permette all'istituto di credito di entrare in forza nel capitale della banca postale senza sborsare immediatamente una cifra elevata in un momento difficile per i mercati finanziari».
Voci della nuova operazione giungono dopo che la settimana scorsa Commerzbank ha annunciato l'acquisizione di Dresdner Bank per 9,8 miliardi di euro. Entrando in Postbank, Deutsche Bank, che ieri ha annunciato una partnership con la russa Ufg nell'asset management, vuole rafforzare la sua presenza in Germania e nella banca al dettaglio per diversificare le sue attività. Insieme i due istituti avrebbero circa 1.800 filiali e attività per 2.300 miliardi di euro.
In genere, gli osservatori hanno accolto positivamente un'operazione che se andrà in porto permetterà alla prima banca tedesca di rafforzarsi anche a livello europeo. Tra i dubbiosi, c'è chi ha ricordato come lo Stato sia ancora presente nel capitale della Deutsche Post e chi ha quindi messo l'accento sulle difficoltà organizzative di un'eventuale integrazione. Postbank non ha sedi proprie, ma si appoggia agli uffici postali della società madre.
In questo senso, il Financial Times Deutschland sottolineava ieri «le differenze culturali» tra una banca proiettata sui mercati internazionali e un istituto di credito votato alla gestione del risparmio dei piccoli correntisti. Poco importa: proprio ieri il ministro delle Finanze Peer Steinbrück ha ribadito che il consolidamento del mercato bancario è l'unica strada percorribile.
A questo proposito, sempre ieri, intanto, il presidente della Commerzbank, Martin Blessing, non ha escluso la vendita di attività della banca d'investimento Dresdner Kleinwort, che verrà ereditata dalla prossima fusione con Dresdner Bank. Non mancherebbe probabilmente l'interesse delle grandi banche europee, desiderose di mettere radici in Germania.