La Compagnia Aerea Italiana (Cai) promossa da Roberto Colaninno per il salvataggio di Alitalia incontrerà i sindacati domani per cominciare a discutere dei contratti di lavoro. L'obiettivo dell'amministratore delegato della società, Rocco Sabelli, è di arrivare a definirli nel più breve tempo possibile, anche se la loro stesura si preannuncia complessa sotto molti punti di vista. Nel contempo, Colaninno e Sabelli stanno lavorando all'allargamento dell'azionariato della Cai, che sarà trasformata in Spa nell'assemblea in programma il 14 ottobre prossimo per poi essere ricapitalizzata, e all'individuazione del socio estero di Alitalia. A tale scopo incontreranno nei prossimi giorni rappresentanti di Air France-Klm, British Airways e Lufthansa.
La Cai, inoltre, si appresta a chiedere all'Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile) la certificazione di operatore aereo. La discontinuità operativa tra la nuova e la vecchia gestione di Alitalia, che gode di una licenza provvisoria che scadrà nel marzo 2009 ed è sottoposta a verifica mensile delle sue disponibilità finnziarie, dovrebbe consentire alla Cai di non incappare in eventuali contestazioni della Commissione europea.
Nella richiesta da presentare all'Enac, la Cai dovrà tra l'altro documentare il piano economico della compagnia per almeno i primi due anni di attività, le previsioni di spesa per carburanti, tariffe, stipendi, manutenzione e spese aeroportuali, i servizi che intende effettuare su base regionale e intercontinentale, le eventuali sostituzioni di aeromobili ed eventuali cambiamenti di proprietà che rappresentino almeno il 10% del capitale totale.
Al piano per Alitalia predisposto dall'attuale maggioranza di Governo ha accennato Piero Fassino, esponente di primo piano del Partito democratico, nel corso della Festa dell'Unità di Palermo, dichiarando che l'intesa con Air France-Klm che era stata studiata dal governo Prodi «è stata bloccata volutamente, prima del voto, per volontà di Berlusconi e per miopia dei sindacati. La soluzione attuale - ha dichiarato l'ex segretario dei Ds - mi auguro vada in porto, ma certo quella che avevamo proposto noi con la compagnia franco-olandese era molto più vantaggiosa, sia per l'Alitalia che per gli utenti». Dalla Festa del Popolo della libertà che s'è conclusa oggi a Milano, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha invece avuto parole autoelogiative per l'accordo sulla compagnia di bandiera. «Il governo - ha detto - ha mantenuto le promesse e lo dimostrano due casi evidenti come i rifiuti di Napoli e la crisi Alitalia che è stata risolta senza un'ora di sciopero».