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L'operazione comunque più rilevante è legata alle Savings and Loans, il primo frutto avvelenato della deregulation. Piccole banche locali erogatrici di mutui, furono autorizzate tra l'80 e l'82 ad estendere l'attività finanziaria, senza avere però la stessa supervisione delle banche. E alla fine Washington dovette intervenire, varando nel 1989 il Firrea (Financial institutions reform, recovery and enforcement act). Prevedeva tra l'altro la creazione della Rtc (Resolution trust corporation), che in sei anni ripulì il settore, chiuse subito un quarto circa delle 3.200 savings, cedette asset per 458 miliardi e alla fine saldò la partita con una perdita di 125 miliardi, di allora.
Le piccole banche erano 3.234 nell'86 e scesero a 1.645 nel 95. A un certo punto la Rtc ebbe 10mila fra dipendenti e consulenti a tempo pieno, e si trovò a gestire e a vendere un patrimonio eterogeneo fatto di campi da golf, immobili di ogni tipo, shopping center, quadri di Picasso e Andy Warhol, una giostra con 30 cavallini di legno, una distilleria di whiskey dell'era coloniale e 800 dosi di sperma di un toro da monta Brahman, uno zebu indiano, razza sacra.
La Rtc, così come la Reconcstruction finance corporation creata da Hoover e rilanciata da Roosevelt e chiusa nel '54, potrebbe essere un modello. Ma L.William Seidman, che della Rtc fu direttore, ricorda che «questa volta lo sforzo dovrebbe essere almeno doppio». Come impegno. E quadruplo come risorse.
mario.margiocco@ilsole24ore.com