Per far fronte all'impatto della crisi finanziaria, l'Italia deve adottare misure a breve termine e «adatte» alla sua specifica condizione, in particolare quella di un alto debito pubblico. Lo sostengono gli ispettori del Fondo Monetario Internazionale, nel loro 'report' al termine della visita in Italia. «Vista la eccezionale natura della crisi e le sue ripercussioni per l'economia, sono necessarie alcune misure finanziarie e fiscali a medio termine» ma «alcune azioni devono essere prese in relazione alle circostanze specifiche in cui si trova l'Italia, in particolare il suo alto debito pubblico». Queste risposte, precisa il Fmi, «devono anche essere inserite in un contesto di iniziative multilaterali, come il recente G-20».
L'Italia sta subendo un «forte impatto» dalla crisi economica globale. Mentre il sistema bancario risponde abbastanza bene allo tsunami finanziario, l'economia del paese, già in difficoltà, si sta indebolendo ancora di più. Questa la fotografia del nostro Paese scattata dal Fondo monetario internazionale, in una lettera inviata al termine della visita degli ispettori di Washington.
«La produzione ha avuto una contrazione negli ultimi due trimestri, la fiducia è ai minimi storici, le esportazioni sono deboli, così come il mercato del lavoro; la domanda sta calando e la condizioni finanziarie generali si stanno irrigidendo. Questi fattori fanno sì che la crescita annuale nel 2008 sia negativa, per la prima volta da oltre dieci anni», evidenzia il Fmi. L'Italia però non è il Paese che subisce di più la crisi tra quelli più avanzati, aggiunge il Fondo, il che dimostra «un solido sistema bancario, un forte bilancio».
In linea con il calo della crescita, secondo il Fmi, «l'inflazione è destinata a calare».
Il documento degli ispettori del Fmi rileva che il principale rischio per l'economia italiana é rappresentato da un ulteriore rallentamento dell'attività a livello globale, che peserebbe sull'export, e da una accentuata caduta della fiducia dei consumatori.
La capacità dell'Italia di uscire rapidamente dalla crisi è ostacolata dalle rigidità del sistema, dalla carenza di concorrenza interna, da limitati spazi di risposte attraverso l'intervento pubblico.
La crisi internazionale dunque può essere l'occasione per accelerare in Italia alcune riforme che gli ispettori considerano fondamentali per rafforzare la competitività dell'economia italiana e per migliorare la produttività. In particolare il documento del Fmi segnala che l'Italia ha già varato incoraggianti interventi tra cui la semplificazione normativa. Il Fmi indica l'esigenza che l'agenda delle riforme venga arricchita da interventi di liberalizzazione nel commercio e professioni, nell'energia.
Inoltre l'Italia dovrebbe varare una seconda riforma del mercato del lavoro per rafforzare il collegamento tra salari e produttività, rendere permanenti i contratti più flessibili, adeguare i salari alle differenze a livello regionale. Al tempo stesso rafforzare gli istituti di tutela, in particolare i sussidi. Il Fmi invita l'Italia a considerare con attenzione l'estensione della detassazione degli straordinari e dei premi.