WASHINGTON – Il G20 ha annunciato ieri "misure a breve" che dovrebbero essere introdotte "con vigore a partire da subito" per dare maggiore stabilita' e fiducia a mercati finanziari colpiti da turbolenze e volatilita' senza precedenti nella storia economica. E' troppo presto per dire se lo storico incontro di domenica, che ha visto per la prima volta paesi industrializzati e emergenti affrontate una crisi globale, passera' l'esame piu' importante, quello di restituire fiducia a breve fra investitori sempre piu' nervosi. Resta il fatto che negli accordi di Washington il capitalismo e il mercato resteranno i punti di riferimento centrali per la gestione dello sviluppo economico. Sono state dunque respinte le forti pressioni protezionistiche, una posizione questa che non potra' essere trascurata dalla prossima amministrazione americana. Principi, questi, che insieme all'accordo su programmi di stimolo economico e alle decisioni per introdurre azioni a breve e attribuire maggiore trasparenza ai mercati con regole nuove, dovrebbero avere un impatto positivo. Tanto piu' che in singoli mercati, quello italiano ad esempio, vi saranno buone reazioni alla notizia di un piano di stimolo pubblico da 80 miliardi di euro. Si aggiunga che, in un momento di ottimismo, George W. Bush ha difeso il programma americano di aiuti da 700 miliardi di dollari per il settore finanziario, nonostante i continui cambiamenti di rotta che hanno generato nei giorni scorsi ulteriore confusione e incertezza fra gli operatori. "Il piano comincia a funzionare – ha detto Bush – e i soldi stanno per arrivare alle banche. Ci vuole tempo, ma ci sono risultati: i mercati del credito hanno ripreso a lavorare dopo essere stati congelati e le aziende cominciamo a ottenere di nuovo dei prestiti a breve".
Fra le azioni a breve che dovranno essere affrontate a partire da subito dai paesi membri del G20, vi sono: a) adottare standard contabili di trasparenza per le "voci fuori bilancio"; b) garantire che le agenzie per la valutazione del credito evitino conflitti di interesse e offrano valutazioni adeguate e chiare per prodotti rischiosi; c) garantire rapporti di capitale solidi in relazione ai prodotti derivati o nella cartolarizzazione; d) rafforzare le procedure per la gestione del rischio delle banche e fare periodiche verifiche; e) stabilire procedure per lo scambio di informazioni fra chi controlla a livello nazionale e le istituzioni finanziarie globali.
Queste misure puntano a rafforzare il sistema finanziario e a rendere produttivi gli investimenti pubblici nel capitale delle istituzioni bancarie nazionali.
Il presidente Bush ha dichiarato che il lavoro "fra paesi diversi, e in un gruppo con venti leader diversi ha funzionato" e che ci saranno "altri incontri". "Per arrivare agli accordi di Bretton Woods sono stati necessari due anni, noi abbiamo lavorato tre settimane. Questo e' solo l'inizio di un processo".
Il G20 ha annunciato domenica che il prossimo incontro avverra' entro la fine di aprile, con gli stessi partecipanti a livello di capi di stato e di governo, quasi certamente a Londra che avra' la presidenza di turno nel 2009. Bush ha anche detto di aver informato nei dettagli il suo successore, Barack Obama, degli obiettivi dell'incontro e di aver creato meccanismi per rendere il passaggio di poteri il piu' trasparente ed efficace possibile: "Spero davvero che avra' successo nella ricerca di una soluzione di questa crisi nell'interesse del nostro Paese" ha detto Bush.
Il pressing di Obama e il piano per l'auto
Comunque sia, Barack Obama, assente dagli incontri e' intervenuto a distanza con il suo discorso del sabato. Lo ha inviato per la prima volta su YouTube e dunque in versione video e non solo radio. Il suo riferimento e' stato soprattutto interno, ma in sintonia con le conclusioni del vertice di ieri per cio' che riguarda gli stimoli macroeconomici: "Chiedo – ha detto Obama - che il Congresso proceda subito con un programma di stimolo per l'economia", almeno "un anticipo su un piano di aiuti per i lavoratori, per creare posti di lavoro, aiutare le famiglie e riportare l'economia in crescita. Non possiamo ritardare l'aiuto per oltre un milione di americani che hanno esaurito le loro assicurazioni contro la disoccupazione". Fra queste misure, c'e' l'aiuto da 25 miliardi di dollari per il settore dell'auto. Il piano non e' stato discusso al G20. Un piano fortemente criticato dal primo ministro britannico Gordon Brown, che lo ha definito una forma di protezionismo: "Ci dovranno essere delle contrazioni nel settore dell'auto in America – ha detto Brown – e' davvero importante inviare un messaggio chiaro sul fatto che il protezionismo e' la strada verso la rovina".