Tempi ancora difficili per i fondi speculativi. Gli hedge fund hanno visto scendere del 9% il mese scorso le risorse amministrate su scala mondiale, con un calo a 1.560 miliardi di dollari, cioè ai minimi degli ultimi due anni, sulla scia dei riscatti degli investitori e dei ribassi delle borse.
Gli investitori, spaventati dalla caduta dei listini, hanno riscattato 40 miliardi di dollari dai fondi ad ottobre, secondo Hedge Fund Research, mentre le perdite di mercato hanno provocato un calo del valore di 115 miliardi. Gli investitori hanno prelevato altri 22 miliardi dai fondi di fondi.
Gli hedge hanno perso in media il 6% il mese scorso, segnando così un ribasso del 16% da inizio anno alla fine di ottobre, secondo l'indice HFRI Fund Weighted Composite Index, che viene compilato dal 1990. Nello stesso periodo, questo benchmark degli hedge fund ha registrato una performance migliore rispetto all'indice azionario S&P500, sceso del 17% il mese scorso e del 34% nei primi 10 mesi dell'anno.
Riscatti e calo dei rendimenti sono ovviamente un problema anche per i gestori italiani, anche se va detto che la realtà nazionale consiste per il 95% da fondi di fondi. Si tratta di strumenti di gestione collettiva del risparmio che hanno in portafoglio le quote di altri fondi comuni. In Italia i fondi di fondi hedge sono regolamentati come i fondi speculativi e offrono all'investitore un portafoglio diversificato su quote di singoli hedge fund.
«I gestori - spiega Alessandra Manuli di Hedge Invest - stanno facendo cassa da inizio 2008, ma il fenomeno è in diminuzione nel comparto hedge». Le previsioni, tuttavia, sono per «un 20% di masse in uscita entro fine anno quando attualmente, secondo le stime del Fmi, il cash nei portafogli degli hedge è intorno al 22-23% dal 14% di un anno fa». Dal settore escono soprattutto «hot money e investitori meno esperti, ma nel mondo anglosassone gli investitori ricominciano ad aumentare la loro allocazione».
Finora, ad ogni modo, in Italia i danni, fatta eccezione il mese terribile seguito al clamoroso crollo di Lehman Brothers sono stati limitati rispetto ad altre realtà: -9,80% la performance dell'indice generale MondoHedge Fdf nel periodo settembre-ottobre 2008, che è pur sempre meglio del -25% accusato da S&PMib e S&P500 e del -23% dell'Eurostoxx500. È andata decisamente meglio, sempre per i fondi di fondi hedge italiani, nei primi dodici mesi della crisi (agosto 2007-agosto 2008): -3,92% contro il -28,4% dell'S&PMib e il -11,9% dell'S&P500.
Se poi si guarda al bilancio sul medio periodo, da gennaio 2002 a ottobre 2008 i fondi di fondi hedge tricolori vantano ancora una performance positiva in doppia cifra (+14,4% l'indice generale MH Fdf) contro il tracollo degli azionari: -34% l'indice S&PMib delle blue chip a Piazza Affari, -25,7% l'Eurostoxx500, -15,6% l'S&P500.
Secondo gli specialisti del settore sarebbe andata ancora meglio senza il divieto di short selling (le scommesse al ribasso su titoli non posseduti o in prestito) imposto dalle autorità di Borsa nella fase più acuta della crisi, che «ha prodotto - secondo Manuli - una diminuzione della liquidità rendendo il mercato ancora più fragile».
E le previsioni? «Le difficoltà sul fronte della liquidità, fondamentale per le strategie di arbitraggio, spingono a un outlook negativo nel brevissimo termine con pressioni di vendita nelle prossime quattro settimane. Solo nel 2009 dovremmo assistere a una stabilizzazione e ripresa del mark-to-market con prezzi vicino ai valori fondamentali».