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Mercati, investitori Usa a caccia di T-bond

di Walter Riolfi

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13 dicembre 2008
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Sembrerebbe essere stata l'ansia per il salvataggio di General Motors, Ford e Chrysler ad aver determinato le forti perdite di Wall Street nelle sedute di mercoledý e giovedý. Almeno cosý sostengono gli operatori. E infatti le cose sono leggermente migliorate ieri, all'apertura della Borsa, alla notizia che una soluzione si troverÓ comunque, a costo di utilizzare una parte dei fondi destinati alle banche.

Tuttavia non si capisce come mai, davanti a un'ipotesi penalizzante per il sistema finanziario, sia stato proprio il comparto bancario (+3,2%) a reagire meglio. Forse per un rimbalzo tecnico, dopo aver perso il 12,5% in 4 sedute, come suggeriscono alcuni? O forse perchŔ s'Ŕ verificato ancora qualcosa di traumatico nel mercato del credito e, in generale, in quello della finanza? Lo scoppio dello scandalo Madoff (si veda a pagina 4), che avrebbe travolto investitori e fondi di fondi hedge con perdite di circa 50 miliardi di $ (ben pi¨ del fallimento di WorldCom e di Tyco nel 2002), potrebbe essere la risposta.

Infatti, nell'osservare in settimana il comportamento dei mercati finanziari in Europa e negli Usa, pareva di avere davanti due mondi diversi. Non tanto perchŔ le Borse del Vecchio Continente macinavano qualche guadagno, mentre Wall Street precipitava, ma perchŔ si sono visti comportamenti diametralmente opposti sui rispettivi mercati dei titoli di Stato. In Europa i rendimenti dei titoli decennali sono saliti di circa 30 centesimi (al 3,3%), ma quelli dell'omologo Treasury Usa erano scesi di 13 centesimi al 2,61%. Si sono ripresi ieri (2,7%), quando era ormai diventato pubblico il grande scandalo Madoff. Tuttavia quello che pi¨ aveva sorpreso in settimana era stato vedere i rendimenti dei titoli Usa a tre mesi scendere praticamente a zero (0,005%) e, addirittura, finire in negativo nel corso delle negoziazioni. Anche quelli europei (bund) hanno avuto una sbandata mercoledý, cadendo all'1,63%, ma s'erano giÓ ripresi il giorno dopo (2,12%).

Rendimenti pari a zero negli Usa o allo 0,2% per la scadenza a sei mesi non sono un fatto normale, nemmeno se si pensa che la Fed taglierÓ il tasso d'interesse di 50 centesimi (portandolo allo 0,50% martedý prossimo) come stima il mercato. E non Ŕ normale nemmeno nella prospettiva di una forte e lunga recessione. Infatti mentre al di lÓ dell'Atlantico gli investitori facevano a gara a comprare Treasury e T-bill, in Europa i quantitativi offerti in asta venivano coperti a malapena, come s'Ŕ visto in Germania. Cos'Ŕ che spingeva gli americani a riempirsi di titoli a zero rendimento? Soprattutto la pretesa di mostrare portafogli puliti e pieni di attivitÓ sicure nel bilancio al 31 dicembre. Ma probabilmente c'era anche l'urgenza di sistemare alcune posizioni a causa delle miliardarie perdite provocate da Madoff tra il mondo degli hedge fund. Non a caso le vendite a Wall Street, specie sui titoli finanziari, ricordavano quelle forzate di ottobre e novembre.

╚ curioso che tutto questo si sia risolto senza particolari drammi a Wall Street e anzi con gli operatori che davano sfoggio di un moderato ottimismo. Ancora giovedý, mentre l'S&P perdeva quasi il 3%, tra i broker e alcuni gestori di hedge si discuteva se l'indice, con il minimo di 752 punti toccato il 20 novembre, avesse o meno toccato il fondo. E i pi¨ parevano abbracciare l'ipotesi che (forse) il peggio era passato in Borsa: certo non ci si doveva aspettare grossi rialzi, ma (forse) quei 752 punti potevano rappresentare il fondo. E qualcuno si era pure sbilanciato pronosticando la tradizionale corsetta (rally) di fine anno. E non Ŕ mancato nemmeno chi s'Ŕ spinto pi¨ in lÓ, immaginando una nuova tendenza rialzista sull'onda di Barack Obama o, nella versione di alcuni operatori repubblicani, sulla liberazione della Casa Bianca dalla presenza di George Bush fra poco pi¨ di due mesi.

In settimana l'S&P Ŕ salito dello 0,4%, il Nasdaq del 2,1%, ma lo Stoxx ha guadagnato il 4,4% (+6,4% Francoforte, +7,6% Parigi, +5,7% Londra, +6,7% Milano). I mercati emergenti hanno recuperato l'11 per cento.

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