Due settimane fa in un'affollata conferenza stampa, ha dato l'addio al mondo degli affari e dell'industria. Ora però Carlo De Benedetti, potrebbe, in parte, ripensarci. L'imprenditore ha lasciato tutte le cariche nelle aziende (le holding Cir e Cofide più il gruppo editoriale L'Espresso-Repubblica), ritagliandosi per sé il (non secondario) potere di scegliere comunque i direttori del secondo quotidiano del Paese fondato da Eugenio Scalfari e del settimanale di inchieste e reportage.
Ma adesso De Benedetti starebbe meditando di tenersi stretta almeno una presidenza, quella del gruppo L'Espresso, rinunciando all'idea di nominare un «presidente di garanzia». L'amore dell'uomo per l'editoria e per la carta stampata è risaputo, e invece di «accontentarsi» di una carica onoraria potrebbe continuare a ricoprire il ruolo di presidente operativo, chiudendo così i giochi sulla sua successione (almeno nella gamba editoriale delle sue attività). La decisione porterebbe De Benedetti ad avere una maggiore incisività sulle scelte editoriali, mentre il management del gruppo romano è concentrato a tagliare i costi e contrastare la pesante crisi che ha investito il mondo dei media. Quest'anno la società ha già fatto sapere che chiuderà con un risultato inferiore al 2007 e i primi nove mesi hanno visto gli utili calare a 43,3 milioni, in calo del 24,1% rispetto ai 57,1 milioni dello stesso periodo del 2007. In attesa di conoscere il saldo complessivo dell'intero anno (che sarà reso noto a fine mese), tra gennaio e settembre il gruppo ha visto scendere del 4,4% anche il fatturato, che si è attestato a 762,3 milioni mentre il margine operativo lordo è diminuito del 19% a 125,9 milioni. Il dividendo 2009, intanto, è stato azzerato e il neo amministratore delegato Monica Mondardini (che ha sostituito Marco Benedetto, storico e carismatico manager del gruppo editoriale) sta lavorando alla ristrutturazione.
Per un presidente, De Benedetti, che potrebbe rimanere, un manager è invece in arrivo all'Espresso. Si tratta di Fabio Vaccarono che assumerà la carica di direttore generale della Manzoni, la concessionaria pubblicitaria del gruppo editoriale. Vaccarono, 37enne originario di Ivrea, ricopriva attualmente lo stesso incarico nella System, la concessionaria del Gruppo 24 Ore (la società che pubblica questo giornale), dove era arrivato a fine 2006. L'annuncio della nomina è stato dato dal gruppo l'Espresso che ha anche fatto sapere come in occasione di un prossimo board lo stesso Vaccarono verrà proposto come amministratore delegato della concessionaria. Prima del ruolo al gruppo di Confindustria, Vaccarono aveva maturato esperienze professionali nel mondo della comunicazione lavorando in Saatchi&Saatchi, Leo Burnett Wordwide, Bain & Company, Starcom Mediavest Italia, ed infine in Rcs Pubblicità.