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Il G-7 chiede di far ripartire
il credito per famiglie e imprese

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13 febbraio 2009

«Stabilizzare l'economia globale e dei mercati finanziari e respingere ogni forma di protezionismo». Queste le priorità emerse dal vertice che riunisce a Roma ministri, governatori e i vertici delle istituzioni economiche internazionali dei paesi del G7.

Contrastare la volatilità dei cambi
«L'eccessiva volatilità e i movimenti disordinati nei mercati valutari hanno implicazioni negative per la stabilità economica e finanziaria» si legge nel comunicato finale. Ci sarà quindi un «monitoraggio ravvicinato dei tassi di cambio». Su questo fronte, da parte dei ministri finanziari e i banchieri centrali del G7 è stato espresso per l'impegno a continuare nel percorso verso un tasso di cambio più flessibile. Questo, scrivono i paesi del G7 nel comunicato finale, «dovrebbe portare a un continuo apprezzamento dello yuan in termini effettivi e dovrebbe contribuire a promuovere una crescita più equilibrata in Cina e nell'economia mondiale».

Il rischio protezionismo
Nella nota viene ribadito infine l'impegno a contrastare il protezionismo «che avrebbe solo l'effetto di alimentare la recessione» ed «esacerbare la fase negativa». Per questo le sette maggiori economie del mondo si sono impegnate per favorire «un sistema di investimenti e di commercio globale e aperto è indispensabile per la prosperità mondiale». Il G7 si impegna inoltre ad evitare che «nuove barriere» creino ostacoli al commercio mondiale e si impegnino infine a lavorare verso «una veloce e ambiziosa conclusione del Doha round». A destare preoccupazione erano state le decisioni di Stati Uniti e Francia. Le misure di sostegno all'auto annunciate da Parigi hanno messo in allarme la Germania, ma anche la Bce, che nei giorni scorsi ha spiegato come le barriere al mercato non portano benefici alla crescita.

Far ripartire il credito
Il G-7 poi ha accolto la proposta italiana di «sviluppare un set concordato di principi e standard comuni sulla proprietà, l'integrità e la trasparenza delle attività economiche e finanziarie internazionali». Il termine rispetto alla proposta italiana però cambia: non si parla più espressamente di legal standard ma di standard globali. I paesi del G7 poi ribadiscono il loro massimo impegno a sostenere la crescita e l'occupazione cercando di utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione. Il grave rallentamento economico a livello globale infatti «ha già portato a consistenti perdite occupazionali e si prevede che durerà per quasi tutto il 2009». Serve perciò un'azione concertata per riaprire i rubinetti del credito a favore di privati e imprese. Un impegno, quello sulla crescita che assume un significato importante. Soprattutto se preso all'indomani dell'annuncio del crollo del Pil europeo nel quarto trimestre del 2008. Il dato è sceso dell'1,5% sia nell'eurozona che nei Ventisette, con punte di gravità in Italia (-1,8%) e Germania (-2,1%).

Rafforzare il Financial Stability Forum
Un Financial Stability Forum allargato che collabori maggiormente con il Fondo monetario sarà di particolare importanza per sviluppare una valutazione rapida e affidabile dei rischio macro finanziari. Così il comunicato finale del G7 finanziario che certifica un rafforzamento del ruolo dell'Fsf guidato dal Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. Il Comunicato ricorda anche il ruolo della Banca Mondiale e delle banche di sviluppo regionali nei finanziamenti ai paesi in via di sviluppo ed emergenti colpiti dalla crisi, utilizzando in modo efficace le loro risorse.

Tremonti: «Serve un nuovo ordine mondiale»
«Oggi qui da Roma è iniziato un percorso molto significativo, non solo tecnicamente ma politicamente» ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sintetizzando i risultati del G7 finanziario di Roma. «Crediamo sia una delle sfide più affascinanti politicamente e, aggiungo, moralmente. È una sfida per un nuovo sistema economico, sociale e politico: la formula nuovo ordine mondiale può sembrare ridondante ma è quello l'obiettivo cui dobbiamo puntare».

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