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Chi stiamo mortificando nella fattispecie?
Vedo che sui giornali si sta parlando di un interesse al tema di Mediaset, ovvero un attore molto importante dell'economia nazionale. Ora, che questa società venga tenuta in panchina perché il suo fondatore è il presidente del Consiglio mi pare strumentale. Dietro a Mediaset non c'è solo la famiglia Berlusconi, ma una miriade di azionisti e lavoratori. Dal mio punto di vista, una volta realizzato lo scorporo della rete, procederei a una fusione tra Mediaset e Telecom. Ne nascerebbe una delle più grandi media company del mondo.
Sulla carta potrebbe anche essere un'operazione che manda la famiglia in minoranza e attenua la sempiterna questione del conflitto d'interesse.
Esattamente, due piccioni con una fava. Una formidabile media company con la famiglia Berlusconi importante socio, ma di minoranza.
Fingiamo per un attimo che lei sia l'amministratore delegato di Telecom. Cosa farebbe?
Cercherei di liquidare Telefonica, mettendo sul piatto Tim Brasil. Dopo di che scorporerei la rete, con le modalità del mio piano.
Ma come si accompagnano gli spagnoli alla porta?
Scambierei Tim Brasil con le loro azioni Telecom e la metà di Vivo, la joint venture che loro hanno in Brasile con Telecom Portugal. Telecom così rimarrebbe in Sudamerica con i portoghesi, con cui si potrebbero sviluppare ulteriori sinergie.
Forse resterebbe comunque un problema di azionariato instabile. Con le banche che devono mettere mano al portafoglio, le Generali dove a ogni cda salta fuori un consigliere che chiede perché mai un'assicurazione abbia comprato azioni di un'azienda di telefoni, i Benetton che quotidianamente maledicono il giorno in cui si sono imbarcati nell'avventura.
Gli azionisti piangono perché vedono il valore del loro investimento grandemente mortificato. Penso che il management di Telecom stia facendo tutto il possibile, ma siamo in una congiuntura particolarmente drammatica: difficile con la gestione ordinaria migliorare la redditività e conseguentemente il prezzo del titolo. Ci vuole un intervento straordinario, che dia la scossa.