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Banche, Tremonti: lo Stato
deve controllare il credito

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7 marzo 2009

«Lo Stato incoraggia e tutela il risparmio, disciplina e controlla l'esercizio del credito».
È attorno alla citazione dell'articolo 47 della Costituzione («In questo momento il più importante») che si muove l'intervento del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nel suo intervento ad un congresso sul futuro delle piccole e medie imprese a Busto Arsizio. Il ministro ha citato il testo dell'articolo, chiarendo che il Governo non pretende «che le banche smettano di fare le banche», ma che facciano qualcosa in più con i nuovi strumenti». Secondo Tremonti è necessario salvare le famiglie, il lavoro, le imprese e la parte buona delle banche. «Ma non possiamo salvare i banchieri falliti anche se è quello che si tenta di fare in troppe parti del mondo», ha detto il ministro, aggiungendo con una battuta che le banche dovrebbero agire con la saggezza del "bonus pater familias", quando invece «troppe volte in banca si è pensato più al bonus che alle famiglie».

Mercoledì prossimo, ha spiegato il responsabile dell'Economia, il ministro dell'Interno Maroni incontrerà tutti i prefetti d'Italia per spiegare il funzionamento dell'osservatorio per il credito, affinchè i cosidetti Tremonti-Bond possano effettivamente raggiungere il loro scopo e finanziare le imprese. «Per evitare che le banche si tengano questi fondi - ha spiegato Tremonti - attiveremo osservatori per il credito, che riguarderanno tutte le banche e non solo quelle che hanno richiesto i bond. Questo non significa - ha spiegato - commissariare le banche, ma significa trasparenza ed evidenza». Il ministro ha chiarito che i prefetti non avranno il potere di dominare sugli istituti di credito: «Al tavolo siederanno industriali, sindacati, camere di commercio ed anche la stampa: non saranno tavoli di scontro ma di incontro in cui si cercheranno soluzioni», ha aggiunto il ministro.

Tremonti, infine, ha ribadito la volontà del Governo di preservare «la coesione sociale e conservare l'apparato industriale», ma ha anche ammonito la stampa, d'intesa con il presidente del Consiglio Berlusconi, a non produrre allarmismo: «I media stanno producendo un effetto distorsivo di sfiducia, una delle basi per andare avanti è smettere di farci del male».

7 marzo 2009
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