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Borsa, l'analisi tecnica «fiuta»
la retromarcia dei listini

di Vittorio Carlini

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11 maggio 2009

Forum / Magagnoli (Aiaf): «Il Mibtel ha ancora margini di salita. Però, i punti di svolta del mercato prevedono sempre stop and go». Milano (gruppo Sella): «L'S&PMib può guardare a quota 25000». Evangelista: «La barriera per l'S&P500 è tra 950 e 1000 punti».


Dopo il rimbalzo dai minimi di marzo scorso, che Borsa farà nei prossimi mesi? Le gelate sono alle spalle? Rispondere che «ormai-il-peggio-è-passato» dice nulla ed è fuorviante. Dice nulla perché lo scenario di fondo dei mercati resta negativo e, in questo momento, nessuno metterebbe la mano sul fuoco che la «fossa delle Marianne» del marzo scorso non possa essere nuovamente esplorata. È fuorviante perché può indurre a pensare che, d'ora in poi, la strada sia "lastricata" da rialzi continui. Niente di più falso. I punti di svolta dei listini (ammesso di essere di fronte a uno di questi) si sono sempre concretizzati attraverso stop and go: salite dei corsi azionari, seguite da immancabili ribassi. E allora? Allora, in un momento in cui i fondamentali delle aziende sono slegati dalle quotazioni, è utile tentare di capire quali le probabilità delle varie inversioni di tendenza e i valori in prossimità dei quali queste si concretizzano. In poche parole, dare un'occhiata agli elementi passati ai raggi x dall'analisi tecnica (vedere l'ABC dell'Analisi tecnica). Nel mondo della finanza quest'approccio al mercato è ben noto: le serie storiche dei prezzi e dei volumi, il loro andamento passato contengono informazioni statistiche sufficienti per interpretare l'andamento delle Borse. Così, il Sole24Ore.com ha voluto interpellare alcuni importanti analisti italiani sullo stato dell'arte dei principali listini mondiali. A Partire dalla Borsa italiana.

Ma senza dimenticare le altre piazze europee e Wall Street:
Leggi l'analisi del Ftse100di Londra
Leggi l'analisi del Cac40 di Parigi
Leggi l'analisi del Dax30 di Francoforte
Leggi l'analisi dell'S&P500di New York

Il Mibtel, dai minimi del 9 marzo scorso, è ripartito. Crisi superata o il rally si fermerà?
Per interpretare il futuro, bisogna guardare al passato. È il messaggio che si coglie nella risposta di Alessandro Magagnoli. «Nell'ultimo decennio – dice l'esperto socio Aiaf e responsabile analisi qualitative presso Financial Trend Analysis –, i maggiori punti d'inversione di tendenza del Mibtel non sono rappresentati da un grafico a "V". Al contrario hanno quasi sempre formato figure più complesse. In particolare, per i rialzi ci siamo trovati di fronte alla classica "W"». Per quale motivo? «È difficile che una tendenza venga invertita in maniera repentina, per l'appunto con una "V". Spesso, dopo i primi tentativi di reazione, ci sono dei ripensamenti da parte del mercato che portano alla creazione delle classiche figure d'inversione maggiormente articolate». Cioè, si sale per poi, ridiscendere e, infine, ripartire. Per l'appunto, la figura a "W" che gli analisti tecnici chiamano anche "doppio minimo". Una situazione cui potremmo andare incontro anche adesso.

Gli scenari probabili a Piazza Affari: dal doppio minimo...
È probabile che «entro l'estate - afferma Magagnoli - il Mibtel ritorni verso i livelli offerti dai minimi di marzo, cioè 10500 punti». A breve, cioè, il listino dovrebbe iniziare una nuova discesa. «Per, poi - dice l'esperto -, dare vita ad una nuova ondata rialzista che potrebbe superare in durata e ampiezza quella attualmente in corso». Insomma, la ripresa passerebbe per il Mibtel che disegna graficamente una grande "W".

...al testa spalle.
Esiste, però, un'ipotesi meno drastica
: l'indice telematico potrebbe disegnare un "testa spalle" rialzista (vedere la figura a fianco), che è una variante grafica del più classico doppio minimo. In questo caso, i minimi non sono due, bensì tre. Di questi, quello centrale (la testa) è più basso rispetto agli altri due (le spalle). «Per il Mibtel - sostiene Magagnoli - il primo minimo potrebbe essere quello di inizio dicembre a 14000 punti circa. Il secondo, quello centrale, è il livello di marzo. A completamento della figura, sarebbe sufficiente un calo in area 12500/13000 punti». Di lì, poi, potrebbe ripartire il mercato. «Un'ipotesi quest'ultima - fa da eco Maurizio Milano, responsabile analisi tecnica di gruppo Banca Sella - che mi vede più favorevole, rispetto a quella del "doppio minimo"».

Euforia, ripresa e punti di svolta
Fin qui i livelli e le resistenze. Ma cosa c'è dietro a questo modo di essere dei punti di svolta? «La psicologia di massa - dice Magagnoli -. Dopo una lunga discesa il primo tentativo di interrompere il ribasso è accolto con euforia dagli operatori. I quali, però, sono ancora intimoriti dalla recente fase negativa». E quindi? «Quindi, chi ha comprato non crede fino in fondo che le cose siano cambiate e, dopo un po', vende». Un atteggiamento, quest'ultimo, che più in generale si riconduce alla cosiddetta avversione alla perdite. «Quando un titolo è al rialzo – ricorda Enrico Rubaltelli, esperto di psicologia degli investimenti dell'Università di Padova -, forte è la tentazione di vendere subito. Tra un guadagno certo di 100 euro e la scommessa al 50% di vincere 200 e al 50% di guadagnare nulla, la maggioranza sceglie la prima ipotesi». Cioè porta a casa il guadagno sicuro, anticipando la soddisfazione della plusvalenza, senza puntare alla massimizzazione del profitto. «A livello di indici – riprende Magagnoli – questi attengiamenti si concretizzano, più o meno, nella seguente prassi: il primo rimbalzo abortisce dopo avere recuperato una posizione compresa tra un quarto e un terzo del ribasso. Se la discesa successiva è contenuta nei minimi precedenti (o scende poco al di sotto) la seconda ondata di compratori acquista maggiore fiducia e si spinge oltre al limite segnato dal primo rimbalzo».

I punti di svolta dell'indice telematico di Piazza Affari
(Il Mibtel, a differenza per esempio del Msci World, non disegna perfette figure di inversione di tendenza. Tuttavia anche per Piazza Affari è riscontrabile il non verificarsi dell'inversione a V)


Le blue-chip a Piazza Affari
Al di là dei grafici e commenti sul Mibtel, quale lo scenario per le blue chip di Piazza Affari? «L'S&PMib, come l'intera Borsa - risponde Milano -, è immerso in un quadro di fondo negativo. Anche se si tratta di uno dei rimbalzi tra i più ampi che io ricordi, resta comunque un Bear market rally - risponde Milano -. Ciò detto, riguardo all'S&PMib va fatto un distinguo dal Mibtel». Vale a dire? «La sua sovraperformance, negli ultimi due mesi, è da spiegarsi con il forte peso del settore finanziario: il comparto che ha originato la crisi ma anche il più "forte" nel recupero dai minimi di marzo». E quindi, quale il possibile futuro? «A livello settoriale c'è da aspettarsi una rotazione a favore degli industriali, energetici e utility». Riguardo, invece, ai livelli: quali da tenere sott'occhio? «C'è ancora spazio per crescere - risponde l'esperto di Banca Sella - L'obiettivo intermedio dei 21000 punti, picco massimo del 2009, è stato ormai raggiunto». Un valore, quindi, che non costituisce un tetto insormontabile... «Esatto - afferma Milano -. L'S&P Mib può salire ancora verso l'area 23300-24300 punti, con estensione poi verso 25000». Quest'ultimo livello è il valore dove l'S&P Mib viaggiava prima del grande crash di fine settembre. «E dove dovrebbe esserci, a mio avviso, il ripiegamento». Una retromarcia che, per mantenere comunque il carattere di bear market rally, non «dovrà portare le blue-chip sotto l'area dei 17000-18000 punti». Se questo accadrà, però, non vuole dire cha saranno tutte rose e fiori. Anzi. Non saremo entrati in un mercato Toro, bensì inizierà una lunga fase laterale. Un periodo caratterizzato, da molti alti e bassi, e un forte aumento della volatilità. «A quel punto - conclude Milano -, dopo avere assitito a una chiara fase di discesa, e un'altrettanto chiara fase di salita, il quadro si "sporcherà". E ci sarà bisogno di maggiori competenze per evitare» inattese minusvalenze.

I livelli da tenere d'occhio per l'S&P Mib di Piazza Affari


Le indicazioni contenute nell'articolo non costituiscono sollecitazione all'investimento
Vittorio.Carlini@ilsole24ore.com

11 maggio 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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