Ore 10: calma piatta. Potrebbe essere il commento al consuntivo dei primi 6 mesi 2009 per il mercato azionario italiano. L'indice FTSE Italia All Share è rimasto pressoché invariato (-0,3%). Un trend leggermente più negativo dei primi 40 titoli per capitalizzazione (-2,04% per l'indice FTSE MIB) è stato quasi del tutto compensato da andamenti favorevoli delle società a media e piccola capitalizzazione, i cui indici sono rispettivamente saliti nel semestre di oltre il 10% e il 13%. Ma chi ha veramente sovraperformato l'andamento generale del mercato sono state le aziende, generalmente a media capitalizzazione, appartenenti al segmento STAR, con un indice FTSE Italia STAR, salito di poco meno del 16%.
Una prima conclusione che si può trarre da questi dati è rappresentata dal fatto che il mercato ha ripreso la sua normale funzione, vale a dire "anticipare" i trend economici: in questo caso si tratta probabilmente di un largo anticipo dato che, secondo le ultime indicazioni della BCE, si potrà iniziare a parlare di ripresa economica a livello europeo solo a partire da metà 2010. Da un'analisi più approfondita dei singoli titoli quotati, emerge che molto spesso non si può affatto parlare di "calma piatta".
Infatti, all'interno di un indice FTSE MIB complessivamente sceso del 2% troviamo addirittura società come CIR con una performance "esplosiva" di oltre il 60%. Il titolo è entrato a far parte dell'indice FTSE MIB nell'ultima revisione del 20 marzo 2009 (di fatto "sostituendo" la controllata Gruppo Editoriale L'Espresso) e anche Ansaldo STS e Campari, incluse nell'indice alla stessa data, hanno registrato nel semestre rialzi rispettivamente pari a circa il 30% e il 20%. Dunque, viene pienamente confermato che l'inclusione nel principale indice di Borsa ha generalmente un effetto molto positivo sulle quotazioni di un titolo non fosse altro che per il "riposizionamento" che i fondi comuni di investimento azionari indicizzati al FTSE MIB devono effettuare adeguando il proprio portafoglio alla nuova composizione dell'indice.
Per altri titoli, come ad esempio Fiat, il rialzo ha motivazioni diverse, quali l'espansione internazionale e i primi miglioramenti nelle vendite di auto propiziati dagli incentivi statali. Trainate dalla graduale ripresa delle quotazioni del petrolio, Saipem e Tenaris sono salite rispettivamente del 46% e di circa il 35%. Molto diversificato, peraltro, l'andamento borsistico dei due "big" dell'energia, ENI e ENEL, di cui la prima ha chiuso il semestre in lieve rialzo (poco più del 2%) e la seconda in flessione dell'11%, anche a causa del maxi aumento di capitale da 8 miliardi – finalizzato in gran parte alla riduzione del debito – che, peraltro, ha registrato un ottimo successo con percentuali di inoptato irrisorie.
Anche le grandi banche hanno presentato andamenti borsistici contrastanti, con Unicredit e Mediobanca in positivo di quasi il 20% e MPS che è addirittura stato il titolo peggiore dell'FTSE MIB nel semestre con una contrazione superiore al 25%. Eppure, l'andamento dei risultati trimestrali delle tre banche è stato sostanzialmente simile e anche le attese per i risultati al 30/6 non sono così divergenti: su MPS pesa però la continua proroga, a causa delle difficili condizioni di mercato, della vendita dei 150 sportelli resa necessaria dalle prescrizioni Antitrust nonché di altre attività (soprattutto immobili) di cui il gruppo MPS ha da tempo annunciato la vendita anche a scopo di rafforzamento patrimoniale.
Negativi gli andamenti dei gruppi assicurativi. E i titoli minori? Com'era da attendersi anche dall'andamento dei relativi indici borsistici di riferimento, anche qui è stata tutt'altro che "calma piatta". Molto spettacolari le performance positive, in genere per ragioni speculative o di turnaround industriale (è il caso ad esempio di Bialetti Industrie). Meno accentuate le flessioni, ma va ad esempio ricordato il tracollo del gruppo Mariella Burani/Antichi Pellettieri con quotazioni in diminuzione di circa il 70%; vicine o superiori al 60% anche le performance negative di Seat Pagine Gialle e Tiscali. In tutti questi casi si tratta di società contraddistinte da business problematici ed elevato indebitamento.
Per il secondo semestre gli operatori di Borsa si attendono una sostanziale replica del primo, senza grosse variazioni degli indici. Da metà luglio inizierà la stagione delle trimestrali USA e da queste dipenderà se il saldo finale dei mercati azionari per il 2009 sarà negativo o positivo. Al momento vengono ancora privilegiate le indicazioni su settori difensivi (utilities, alimentari) e sul comparto petrolifero, in un contesto di quotazioni del petrolio che dovrebbero continuare a muoversi all'interno del range 60 – 80 $. Permane la cautela sui titoli bancari ed assicurativi anche perché il newsflow dei prossimi mesi non dovrebbe essere particolarmente favorevole. (Analisi Mercati Finanziari)