A Wall Street gli indici hanno chiuso in pesante ribasso con il Dow Jones a -2,54% e 8287,89 punti, il Nasdaq a -2,67% a 1.796 punti e lo S&P 500 a -2,82% a 897 punti. Il nuovo aumento della disoccupazione salita in giugno al 9,5%, il massimo dal 1983, e la perdita nel mese di ben 467 mila impieghi, ben oltre le previsioni, hanno riportato il nervosismo sui mercati finanziari americani facendo allontanare nel tempo le speranze di una solida ripresa dell'economia.
Parole di preoccupazione per la continua debolezza del mercato occupazionale sono state espresse dallo stesso presidente Barack Obama che si è detto profondamente «deluso» e «inquieto» per la nuova emorragia di impieghi che ha portato il totale dei posti persi dall'inizio della recessione nel dicembre 2007 ad oggi a oltre 6,5 milioni. «Ci sono voluti anni per arrivare a questa situazione disastrosa e ci vorrà più di qualche mese per uscirne», ha dichiarato Obama. Il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha indicato inoltre che secondo gli esperti dell'amministrazione il tasso di disoccupazione salirà oltre quota 10% nell'arco dei prossimi due-tre mesi.
Il peggioramento delle prospettive ha pesato sulle quotazioni del petrolio che al Nymex ha chiuso in deciso ribasso: un barile di con consegna ad agosto è stato scambiato in chiusura a 66,69 dollari al barile, ben 2,62 dollari in meno della chiusura di ieri. Secondo gli esperti, una chiusura in netto ribasso prima del lungo weekend dell'Independence Day, che tradizionalmente segna l'inizio della stagione dei grandi viaggi estivi, è un prodromo di nuovi decisi ribassi nelle prossime sedute. Secondo alcuni esperti il barile potrebbe scendere ulteriormente fino a toccare quota 63 dollari. Poco mosso invece il dollaro che ha chiuso di poco sopra la soglia di 1,40 rispetto all'euro.
Giornata molto negativa a Piazza Affari, insieme alle altre borse europee in scia a Wall Street: conclusione sui minimi una seduta partita con intonazione negativa sin dalla mattinata. L'Ftse Mib ha ceduto in chiusura il 2,65% a 18.928 punti e l'All Share lascia sul terreno il 2,41% a 19.678 punti. Tutte in apnea le piazze continentali: bruciati oltre 102 miliardi di euro. L'indice Dj stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha finito cedendo il 2,55 per cento.
Dopo la diffusione del dato sulla disoccupazione nell'eurozona, salita a maggio a livelli record, i listini sono stati spinti ulteriormente al ribasso nella seconda parte della giornata dai numeri del mercato del lavoro negli Stati Uniti a giugno, peggiori delle attese; poco confortanti anche le parole del presidente della Bce Jean Claude Trichet, che ha parlato di un 2009 debole e di una ripresa della crescita non prima della metà del 2010. La Bce ha deciso, come previsto, di lasciare invariati all'1% i tassi.
A Milano hanno sofferto oggi in maniera particolare i titoli del comparto bancario, reduci da alcune buone performance e appesantiti dai giudizi di Moody's. In fondo al listino principale Banco Popolare (-5,32%), seguita da Monte dei Paschi (-5,30%) e Intesa SanPaolo (-4,85%). Forti cali anche per Ubi Banca (-4,63%) e Banca Popolare di Milano (-4,46%).
Deboli anche gli energetici, con il petrolio sceso fino a meno di 67 dollari al barile: Tenaris -4,69%, Saipem -2,42% ed Eni -1,96%. Giù anche gli assicurativi, il lusso e le telecomunicazioni; tra gli industriali, Fiat chiude in territorio negativo mentre Pirelli (+0,8%) registra l'unico risultato positivo tra i titoli principali (il presidente Marco Tronchetti Provera ha annunciato che il gruppo della Bicocca investirà 200 milioni di dollari in Brasile), seguita da Lottomatica (+0,22%). Poco consistenti gli scambi, in linea con la media delle ultime sedute per poco più di 2 miliardi di controvalore.