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Intesa prevede fino a 60 mld di prestiti alle imprese

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3 luglio 2009
Corrado Passera

Il gruppo Intesa Sanpaolo prevede circa 50-60 miliardi di nuove erogazioni di prestiti a medio e lungo termine nei prossimi 36 mesi alle piccole e medie imprese. Le erogazioni degli ultimi 6 mesi, si legge in una nota, sono ammontate a circa 8 miliardi. Il gruppo conferma la disponibilità di risorse creditizie per le pmi italiane per circa 60 miliardi di euro in termini di fidi già accordati e attualmente non utilizzati e per circa 30 miliardi di euro in termini di nuovi fidi accordati, se richiesti. «L'accesso delle imprese al credito del Gruppo Intesa Sanpaolo non potrà peraltro prescindere dalla qualità del merito creditizio» conclude un comunicato.

Intesa Sanpaolo conferma quindi l'impegno a crescere insieme alle imprese, con iniziative dedicate - tra cui l'accordo con Confindustria per la liquidità e la ricapitalizzazione delle Pmi - presentate dal ceo Corrado Passera nel corso di un incontro con il mondo imprenditoriale a Milano. Il credito dato dal gruppo al Sistema Italia ammonta a quasi 500 miliardi di euro in termini di fidi accordati, pari a circa un terzo del Prodotto interno lordo del Paese, di cui circa il 67% alle imprese, soprattutto a quelle di piccola e media dimensione (50% degli affidamenti complessivi al Sistema Italia). Intesa Sanpaolo, sottolinea la nota, è riuscita a non ridurre il credito alle imprese italiane anche negli ultimi 12 mesi, nonostante il forte calo della domanda di credito e il significativo aumento della rischiosità, con un ammontare di credito per cassa utilizzato dalle imprese di piccola e media dimensione che si è mantenuto sui 152 miliardi di euro e con forti erogazioni di prestiti a medio e lungo termine, a sostegno degli investimenti, pari a circa 18 miliardi di euro nel periodo.

L'accesso delle imprese al credito verrà favorito da ulteriori impegni come l'aggiornamento continuo dell'offerta anche per specifici settori, la vicinanza al territorio, con il modello Banca dei Territori, il ruolo di "ponte" con tutte le altre entità che possano facilitare il credito (Confidi, Fondo Centrale di Garanzia, Sace, Cassa depositi e prestiti, Bei), gli investimenti nel capitale e non solo credito alle imprese e una sempre maggiore trasparenza e semplificazione delle condizioni contrattuali. In quest'ambito, indica la banca, «quanto disposto dal recente Decreto legge "anticrisi" non comporta riflessi significativi sulla redditività prospettica del gruppo».

3 luglio 2009
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