BASILEA - Inizia un'era nuova per la vigilanza bancaria. Le regole introdotte domenica dai Banchieri centrali e dai responsabili delle autorità di controllo riuniti a Basilea non sono semplicemente più rigide rispetto a quelle del passato, ma aprono un nuovo capitolo nella supervisione del settore creditizio.
Le nuove norme - come ha spiegato anche il presidente del Comitato di Basilea sulla vigilanza bancaria Nout Wellink - segnano il passaggio «da una regolamentazione microprudenziale a una macroprudenziale». In parole più semplici, non si punta più soltanto alla stabilità del singolo istituto creditizio ma a quella dell'intero sistema, come chiedeva da tempo la Banca dei regolamenti internazionali (Bri), l'unica organizzazione ad aver visto avvicinarsi la tempesta finanziaria.
La crisi ha mostrato a tutti quanto siano importanti e delicate le interconnessioni tra banche, molto più delle stesse dimensioni e della stessa solidità delle singole aziende. Il rafforzamento della qualità, più che della quantità, dei requisiti patrimoniali e i nuovi standard minimi di liquidità decisi ieri nelle grandi linee - andranno precisati entro la fine dell'anno - vanno in questa direzione.
Anche più importante è la decisione di istituire un "cuscinetto anticiclico", un fondo aggiuntivo che cresca nei momenti positivi del mercato e diminuisca in quelli negativi. È qui passata l'idea - anch'essa sostenuta a lungo dalla Bri - che la finanza abbia una funzione prociclica, che tenda a esasperare i movimenti dei mercati invece che correggerli. Le riserve aggiuntive che saranno ora imposte avranno lo scopo di limitare questo fenomeno.
L'intenzione è quella di trattenere fondi in patrimonio e di limitare la distribuzione di capitale. I banchieri centrali si sono impegnati a limitare gli eccessi nella distribuzione dei dividendi, nei riacquisti (buyback) di azioni proprio e, soprattutto, nei compensi ai manager, che tendono non solo a essere prociclici e legati ai risultati di breve termine ma incentivano anche l'assunzione di rischi non necessari.
«Queste misure - ha aggiunto Wellink - determineranno nel tempo più alti requisiti di capitale e di liquidità, un minore leverage (rapporti tra debiti e patrimonio, ndr) nel sistema bancario, una minore prociclicità, una maggior resilienza allo stress e forti incentivi perché i compensi siano allineati con performance di lungo termine e la prudente assunzione di rischi».