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Draghi: le regole non devono creare restrizioni al credito

di Rossella Bocciarelli

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7 ottobre 2009

ISTANBUL - Dal nostro inviato
Le regole studiate per migliorare la qualità del capitale delle banche non danneggeranno gli istituti di credito. Il Governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial stability board, Mario Draghi ha ribadito il messaggio già trasmesso al G-7 e all'Ifmc nei giorni scorsi a Instanbul anche in un'intervista concessa alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in edicola oggi. «Nessuno – dice Draghi rispondendo alla domanda sulle norme studiate per innalzare la qualità patrimoniale degli istituti di credito – intende danneggiare le banche, nessuno vuole una politica creditizia prociclica, nessuno vuole una stretta creditizia, nessuno vuole mettere a repentaglio la ripresa economica. Ma, allo stesso tempo, vogliamo anche che le regole per le banche vengano modificate e applicate, anche se gradualmente».
Draghi parla poi della crisi e all'intervistatore che chiede se sia stata superata risponde: «No, non credo. Forse, però abbiamo toccato il fondo. La Cancelliera Merkel una volta ha fatto bene il punto della questione, dicendo che la crisi finanziaria sarà passata quando saremo ritornati al livello di due anni fa. E ne siamo ancora ben lontani». Tuttavia, secondo il Governatore, è opportuno cominicare a riformare sin da ora le regole del sistema finanziario: «È il momento giusto per mettersi d`accordo sulle riforme. Alcune regole possono essere introdotte immediatamente e senza grossi rischi. Per esempio, quelle relative alle remunerazioni, alla nuova architettura della vigilanza, all'estensione della vigilanza agli enti non bancari rilevanti a livello sistemico». Il timing è tuttavia un fattore essenziale nel caso delle modifiche da apportare ai coefficienti patrimoniali: «Quando invece si tratta di definire le regole sulla base patrimoniale delle banche, la riforma di Basilea 2, dobbiamo prima di tutto esaminare con attenzione le possibili conseguenze. Inoltre, dobbiamo considerare che un'attuazione troppo precipitosa potrebbe avere conseguenze procicliche. Ciò significa che una regolamentazione più rigorosa sul capitale potrà essere realizzata solo gradualmente».
Infine, sui timori delle banche europee di essere svantaggiate rispetto a quelle americane per le norme previste sul capitale, Draghi ha chiarito che le regole di Basilea 2 «vanno integrate con un metro di misura più semplice ma certo occorre che le definizioni contabili del loro campo di applicazione siano le stesse ovunque», aggiungendo comunque come non ci sia «dissenso tra Europa e America»: è «semplicemente una questione di chiarezza».

7 ottobre 2009
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