Nella fase più acuta della tempesta finanziaria, tra l'ottobre e il novembre dello scorso anno la Banca d'Inghilterra aveva mobilitato aiuti di emergenza per 61,6 miliardi di sterline - o circa 68 miliardi di euro ai cambi attuali - per evitare il collasso di due delle maggiori banche britanniche: Royal Bank of Scotland e Hbos.
A un anno di distanza dai fatti, a rivelarlo oggi è stata la stessa istituzione monetaria, precisando che questi fondi di emergenza sono stati restituiti già dallo scorso gennaio. In quei mesi la crisi era stata esacerbata dallo shock psicologico seguito all'inatteso crack della banca d'affari americana Lehman Brothers.
Oggi, durante una audizione in Parlamento il governatore della Bank of England, Mervyn King ha spiegato che lo scopo di quel massiccio intervento era di "prevenire una estesa perdita di fiducia nel sistema finanziario come insieme". Con un comunicato, la Banca d'Inghilterra ha precisato di aver valutato attentamente l'opportunità sulla base dell'interesse pubblico di rivelare oggi l'accaduto, e di aver ritenuto che la necessità di mantenere riservate queste operazioni è venuta meno.
A seguito di altri aiuti pubblici ricevuti, oggi Rbs è controllata dallo stato, che detiene lì'84 per cento del capitale. Hbos è stata invece rilevata su sollecitazione del governo dalla banca Lloyds, su cui lo stato è azionista al 43 per cento circa. Proprio oggi Lloyds ha riferito che per il suo gigantesco aumento di capitale - da cui conta di raccogliere quasi 15 miliardi di euro - offrirà agli azionisti uno sconto di oltre il 50 per cento rispetto alla chiusura di ieri a Londra per i titoli di nuova emissione.