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Pechino impone alle banche
maxi aumenti di capitale

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24 novembre 2009


Le maggiori banche della Cina preparano massici piani di raccolta di fondi, necessari a riallineare i loro livelli di patrimonializzazione ai requisiti regolamentari, dopo che nei mesi scorsi hanno innondato crediti nell'economia del Dragone. Il Financial Times riporta nell'edizione online che secondo le stime degli analisti di Bnp Paribas le 11 maggiori banche quotate della Cina dovranno raccogliere almeno 300 miliardi di yuan, pari a 29,3 miliardi di euro.

Intanto oggi i mercati azionari cinesi sono stati depressi proprio dalle attese di possibili strette regolamentari sui livelli di patrimonializzazione delle banche. A breve si svolge la riunione annuale del governo sulla pianificazione economica e ieri le autorità cinesi hanno ordinato alle banche di migliorare i controlli sull'erogazione di prestiti e sulla gestione dei rischi. Secondo l'Ft, a seguito delle precedenti istruzioni per aumentare il credito all'economia, nei primi 10 mesi dell'anno le banche cinesi hanno riversato oltre 8.920 miliardi di yuan nel sistema, a fronte di 5.260 miliardi di prestiti dello stesso periodo di un anno prima. Oggi la Borsa di Shanghai ha chiuso in calo del 3,5 per cento, mentre la più piccola Shenzhen ha registrato un meno 4,3 per cento.

Sui listini hanno pesato le preoccupazioni per il cambio di direzione nella politica economica cinese. In un comunicato, infatti, la Commissione di regolazione bancaria (China Banking Regulatory Commission) ha lanciato un ammonimento alle banche che non rispettano la regola di essere dotate di fondi propri per almeno l'8% del totale dei prestiti e che entro fine anno devono portare il fondo svalutazione crediti almeno al 150% dei crediti dubbi. A fine settembre le banche commerciali avevano registrato accantonamenti a fronte di crediti dubbi pari a 144,1%. Gli istituti potrebbero subire delle «restrizioni d'accesso al mercato, agli investimenti stranieri e al loro sviluppo», ha sottolineato la Commissione. L'obiettivo delle autorità di Pechino frenare il boom del credito facile esploso nel 2009.

24 novembre 2009
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