FRANCOFORTE - La situazione sul mercato creditizio rimane fragile nella zona euro. Gli ultimi dati hanno mostrato un nuovo calo dei prestiti al settore privato in un momento in cui le autorità monetarie stanno riflettendo su un'uscita graduale dalle misure di emergenza introdotte nell'ultimo anno. Anche negli Stati Uniti le banche hanno ridotto i crediti alle piccole imprese.
In ottobre i prestiti al settore privato, famiglie e aziende, sono calati dello 0,8% annuo e dello 0,3% mensile. Su base annua è la seconda contrazione dal 1991, dopo quella di settembre. I prestiti concessi alle imprese sono scesi addirittura dell'1,2% rispetto all'ottobre 2008. Più in generale l'aggregato M3 monetario è aumentato dello 0,3%, dall'1,8% di settembre.
Le statistiche pubblicate ieri dalla Banca centrale europea hanno confermato un divario tra i crediti alle famiglie da un lato e i prestiti alle aziende dall'altro. Quest'ultimi hanno subito un calo più accentuato negli ultimi mesi, soprattutto per i crediti a breve termine. Detto ciò, i dati vanno analizzati con cautela: sono forse meno negativi di quanto non appaiano a prima vista.
Le cifre su base annua sono probabilmente influenzate da un effetto confronto con un periodo del 2008 segnato dal drammatico fallimento di Lehman Brothers. Le statistiche mensili invece mostrano bene o male una certa stabilizzazione. In questo senso, Federico Loredana, economista di UniCredit, nota che «i dati non sono più in caduta libera».
Sul fronte macroeconomico, ha aggiunto invece l'analista di Barclays Capital Thorsten Polleit, «le statistiche indicano pressioni al ribasso per l'inflazione nel medio termine». Proprio ieri i primi dati di novembre sono usciti in Germania: nella Repubblica Federale, i prezzi al consumo sono saliti dello 0,3% annuo e scesi dello 0,2% mensile.
Le ultime cifre sugli aggregati monetari arrivano in un momento particolare. Qualche giorno fa il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha criticato le banche: non solo ha puntato il dito contro il ritorno della speculazione troppo rischiosa, ma ha anche ricordato che le generose iniezioni di liquidità degli ultimi mesi sono destinate all'economia, non al trading.
I dati pubblicati ieri nascondono due fenomeni. Certamente il calo dei prestiti è dovuto al fortissimo rallentamento economico. Ma molti osservatori temono che dietro alla diminuzione del credito ci sia anche la tendenza delle banche a utilizzare il denaro ottenuto nelle operazioni di rifinanziamento per investimenti sui mercati piuttosto che per prestiti alle imprese.
La stessa preoccupazione riguarda gli Stati Uniti. All'inizio della settimana un rapporto del Tesoro americano ha mostrato come le grandi banche del paese abbiano ridotto i prestiti alle piccole e medie imprese, nonostante i generosi aiuti ricevuti dal governo dovessero essere utilizzati anche per finanziare l'economia reale.
Il credito alle aziende più piccole è calato di 10,5 miliardi di dollari dalla fine di aprile, con un calo del 4% annuo in sei mesi. La banca che più ha ridotto i prestiti è la Wells Fargo, con un calo di 3 miliardi di dollari. Nel contempo, il numero dei fallimenti societari è aumentato del 33% annuo nel terzo trimestre, secondo l'American Bankruptcy Institute.
Gli ultimi dati sul credito nella zona euro giungono mentre la Bce sta riflettendo a come uscire dalla situazione di emergenza. Ieri a Lipsia il presidente della Bundesbank Axel Weber ha avvertito che il momento di iniziare lo smantellamento delle misure creditizie straordinarie introdotte dopo il fallimento di Lehman Brothers non può essere rinviato sine die.
Entro breve la Bce dovrà annunciare come intende effettuare in dicembre l'ultima di tre operazioni di rifinanziamento a 12 mesi. Due le principali possibilità: il tasso fisso, come avvenuto finora, oppure l'indicizzazione. Nel decidere, l'istituto monetario dovrà valutare la fragilità del sistema bancario e i dati sul credito, ma anche i danni potenziali di una liquidità troppo generosa.
I NUMERI
-0,8% - Il calo al settore privato
Nella zona euro in ottobre i prestiti al settore privato, famiglie e aziende, sono calati dello 0,8% annuo e dello 0,3% mensile. Su base annua è la seconda contrazione dal 1991, dopo quella di settembre
-1,2% - Il calo alle imprese
La flessione dei prestiti concessi alle imprese è stato pari all'1,2% rispetto all'ottobre 2008
+0,3% - L'aumento dell'aggregato M3
Più in generale l'aggregato M3 monetario è aumentato dello 0,3% dall'1,8% di settembre
+0,3% - I prezzi al consumo
In Germania i prezzi al consumo sono saliti dello 0,3% annuo e sono scesi dello 0,2% mensile
10,5 miliardi - La stretta alle piccole aziende
Il credito alle aziende più piccole negli Stati Uniti è calato di 10,5 miliardi di dollari dalla fine di aprile, con un calo del 4% in sei mesi
+33% - I fallimenti nel 3° trimestre
L'incremento annuo registrato negli Stati Uniti