Il Sole 24 ORE

Ricerca: Scopri le novità!
ItaliaNews 24ORE
Aggiornato alle 19.47
Martedì, 09 Febbraio 2010
ILSOLE24ORE.COM > Notizie Finanza e Mercati ARCHIVIO

Wall Street chiude in calo
Nuovi timori sui finanziari

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
24 novembre 2009

Aggiornamento ore 22. Clicca sui titoli per avere grafici e quotazioni in tempo reale

Chiusura in leggero ribasso per Wall Street con gli indici Dow Jones e Nasdaq Composite in ribasso rispettivamente dello 0,16% e delo 0,30%. Appena sotto la parità l'S&P500. A pesare sulle contrattazioni la pesante revisione al ribasso del Pil americano. Un dato parzialmente compensato dal Fomc, il comitato della Federal Reserve che decide sui tassi, che ha rialzato la sua stima per la crescita dell'economia americana nel 2010, prevista fra il 2,5% e il 3,5%. Nel «minute»pubblicato dalla Banca centrale americana si fa riferimento poi al rischio speculazione che alimenterebbe l'attuale livello dei tassi d'interesse.

Ci sono poi i dati peggiori del previsto sul fronte immobiliare. I prezzi delle abitazioni nelle principali 20 città degli Usa infatti sono calati in settembre del 9,4% su base annuale. La performance dell'indice Case Shiller è lievemente peggiore delle attese degli analisti che avevano previsto un calo pari al 9,1%.

Indicazioni positive sono arrivate sul fronte della fiducia dei consumatori americani. Il dato è lievemente migliorato a novembre salendo a 49,5 punti dai 48,7 del mese precedente, dato rivisto al rialzo dal 47,7 riportato trenta giorni fa. Meglio delle stime degli analisti, che avevano previsto un lieve ribasso a quota 47 punti. La ripresa resta comunque un traguardo difficile. Lo testimoniano altri dati macroeconomici diffusi dalla Federal Reserve. Come l'indice delle attività manifatturiere del distretto economico di Richmond, sceso a novembre a 1 punto dai 7 punti di ottobre. O l'indice delle spedizioni, sceso a 6 da 11 punti.

Cattiva notizie infine per il settore finanziario. Standard & Poor's in uno studio pubblicato ieri ha sottolineato che le principali banche mondiali non hanno ancora abbastanza capitale in rapporto ai loro rating anche se sono migliorate rispetto al 2009. Rinnovati timori sullo stato di salute del settore sono arrivati anche dalla Cina. L'autorità di vigilanza ha infatti imposto aumenti di capitale a undici grandi banche. Forme di accantonamento per far fronte all'aumento del rischio insolvanze. Cattive notizie anche dagli Stati Uniti. La Fdic (Federal Deposit Insurance Corporation) ha comunicato che il numero di banche in difficoltà é salito a quota 552 alla fine del terzo trimestre da 416 alla data del 30 giugno e da 305 alla fine di marzo. Si tratta del numero più alto di istituti bancari in difficoltà dalla fine del 1993.

Chiusura in calo anche per i listini europei. Al termine delle contrattazioni, FTSE IT All Share e Ftse Mib archiviano la seduta con un calo di oltre mezzo punto percentuale. Vanno male anche il Cac40 di Parigi e il Dax30 di Francoforte e il FTSE 100 di Londra.

A Milano la peggiore del listino principale è Banco Popolare. che ha varato un prestito obbligazionario convertibile fino a 1 miliardo di euro. Dopo l'annuncio Equita sim ha confermato giudizio buy e target price a 7,3 euro sul titolo, spiegando che l'operazione non avrà nessun impatto quantitativo, ma rappresenta un messaggio di fiducia sulle cessioni in quanto permette all'istituto di avere maggiore flessibilità, evitando di dover procedere a vendite a tutti i costi.

Giù anche Unicredit: l'istituto di credito dovrà risarcire 144 milioni al broker assicurativo Gbs per i danni subiti a seguito della fusione con Capitalia, con cui aveva un rapporto di esclusiva. In controtendenza Intesa Sanpaolo (+0,51%) e Banca Mps, che si avvia a chiudere una prima parte dell'operazione di dismissione degli sportelli.

Giù anche Impregilo, che ieri aveva festeggiato con un +4,15% la decisione della Corte d'Appello di Firenze di bloccare il pagamento di una provvisionale da 150 milioni di euro da parte del consorzio Cavet nell'ambito della procedura riguardante i lavori della Tav Bologna-Firenze.

Le vendite colpiscono poi i titoli della galassia Agnelli (Exor e Fiat). Le azioni soffrono la debolezza del comparto a livello europeo. Ma anche le dichiarazioni del titolare dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, che si è detto contrario alla chiusura dello stabilimento siciliano di Termini Imerese. Le parole del ministro, scommettono molti operatori, potrebbero essere un avvertimento all'azienda torinese in vista delle trattative sul rinnovo degli incentivi auto. Una partita che appare sempre più legata a una contropartita sul fronte occupazionale. «Noi chiediamo a Fiat che venga aumentata la produzione industriale in Italia, dove immatricoliamo più auto di quante ne produciamo» ha detto Scajola. Più chiaro di così.
(a cura di Andrea Franceschi)

24 novembre 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio


L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER   
Effettua il login o avvia la registrazione.
 

Servizi

 

Links

 
 
Premium quotidiano
 
 

-UltimiSezione-

-
-
9 febbraio 2010
9 febbraio 2010
9 febbraio 2009
9 febbraio 2010
 
Mercati e risparmi dopo il grande gelo
Conti europei: allarme «Pigs»
Mercati e risparmi dopo il grande gelo
Grecia, la grande malata
La sfida di Obama alle banche
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-

GRUPPO24OREContattiRedazione OnlineTutti i serviziI più cercatiPubblicitàMappa del network   -Fai di questa pagina la tua homepage
Il Sole24ORE su Twitter |RSS |Widget|Mobile|IPhone|My24
P.I. 00777910159 - © Copyright Il Sole 24 Ore - Tutti i diritti riservati   partners