Con 162 piani e oltre 800 metri di altezza, il Burj Dubai è il grattacielo più alto del mondo. Uno dei simboli della grandezza e degli eccessi di Dubai. I lavori per costruirlo sono iniziati nel 2004 e tra poco più di un mese sarà inaugurato ufficialmente. Ma dopo che la Dubai World ha chiesto una moratoria di sei mesi sul pagamento dei 79 miliardi di dollari debiti, il futuro della torre più alta del mondo non è così roseo come prima.
La notizia ha infatti provocato un vero e proprio terremoto per le società del settore, tra cui anche la Emaar Properties, che sta costruendo l'edificio. La società, partecipata al 31% dal governo di Dubai, si è vista tagliare il rating dall'agenzia Moody's da Baa1 a Ba2. Praticamente un titolo spazzatura.
Lo scintillante settore immobiliare di Dubai, protagonista di un boom impressionante negli anni scorsi, sta ora iniziando a mostrare le prime vistose crepe. E i problemi della Nakheel, il braccio immobiliare di Dubai World, secondo diversi addetti ai lavori sono solo la punta dell'iceberg di un settore già in crisi profonda. Ad aprile 2009 Moody's aveva già tagliato pesantemente il suo giudizio sulla Emaar Properties, alla luce del rallentamento del mercato negli Emirati.
Che succederà se il governo di Dubai (principale azionista della Dubai World) non riuscirà a ripagare i suoi debiti? «Ci troveremmo di fronte al più grave crac dai tempi dei bond argentini» dice Marina Akopian, partner di Hexam Capital, che gestisce un portafoglio di circa 440 milioni di dollari solo nei mercati emergenti. «Se ciò dovesse accadere, l'impatto sul mercato immobiliare, a Dubai e in tutto il mondo, potrebbe essere molto negativo».