Con una risata o poco meno. Così secondo le voci della vigilia sarà accolta da Roger Carr presidente di Cadbury, l'offerta di acquisto che Kraft getterà sul tavolo domani. Entro le 17 il gruppo alimentare americano deve mettere fine agli indugi e formalizzare una proposta per rilevare il colosso del cioccolato inglese.
Sarà troppo poco – l'ipotesi è una cifra oscillante in base fra i 10 e gli 11 miliardi di sterline – per smuovere gli azionisti che già due mesi avevano fa bocciato la proposta ufficiosa di una cessione a 10,2 miliardi di pound (740 pence per azione) con cash (poco) e molto scambio azionario. Nel corso del week end il top management di Cadbury si è convinto che l'offerta non sarà conveniente e che quanto si delinea come un takeover ostile non tenterà gli azionisti. L'offerta deve essere formalizzata entro il pomeriggio di oggi per rispettare la deadline del Takeover Panel britannico secondo il quale Kraft deve porre fine ad avances incerte: o fa un'offerta oppure si ritira dalla corsa per almeno sei mesi. Se formalizza un passo per l'acquisizione avrà poi la possibilità di correggerla al rialzo, altrimenti dovrà restare fuori ad assistere all'eventuale partita per Cadbury che altri potrebbero giocare.
Carr è convinto che gli azionisti della sua società non accetteranno l'offerta di Kraft perché il gruppo americano non arriverà a superare la soglia di 800 pence (8 sterline a titolo) considerata la linea della…tentazione. Il management in realtà punta ancora più alto e ha consigliato gli azionisti di vendere solo a 850 pence per azione con molto cash e pochi titoli.
Kraft, è opinione condivisa, non arriverà mai a tanto. Fra i maggiori azionisti della società statunitense ci sono Warren Buffet e Nelson Peltz, celebrate volpi della finanza globale. Buffett s'è lasciato andare a un solo, significativo commento sull' offerta originale di Kraft. "Quello ipotizzato dal Ceo Irene Rosenfeld – ha detto – è un prezzo pieno". Come dire: il margine di manovra è inesistente.
Si affilano le lame, quindi. E Carr appare tanto deciso a vendere cara la pelle da aver messo insieme un comunicato – che sarà diffuso dopo l'eventuale proposta di Kraft – che indica nella società Usa "un conglomerato passato da una bassa crescita a crescita zero". Il riferimento è alla debole trimestrale di Kraft dei giorni scorsi. La partita che va a cominciare per ora è rigorosamente a due, ma non è detto che resti tale. La vera speranza di Cadbury è che acquistare il glorioso cioccolato britannico scatti un'asta capace di porre in concorrenza Kraft, Nestlè ed Hershey, altro gruppo alimentare americano. Se così fosse l'ambito traguardo di 850 pence potrebbe essere raggiunto, un buon premio sulla chiusura (758 pence) di venerdì.