Serviranno tre miliardi euro per rilanciare Opel. Lo ha annunciato un portavoce di Gm Europe a poche ore dall'improvviso colpo di scena della casa di Detroit, che ha annunciato di non voler più vendere la casa tedesca. Il rilancio, ha fatto sapere la società, sarà sulla falsa riga del piano di ristrutturazione presentato da Gm a fine 2008 che prevede una riduzione dei costi strutturali del 30%.
Resta apertala questione politica. La scelta di Gm ha spiazzato politici, aziende e sindacati. E la sorpresa è ancora maggiore se si pensa che è arrivata proprio quando sembrava che la «telenovela brasiliana» (come l'ebbe a definire Sergio Marchionne) sembrava essere giunta all'epilogo. Ora la partita si riapre. Ma la svolta improvvisa del colosso di Detroit rischia di pesare sul futuro della controllata tedesca.
Da Berlino arrivano poche "gelide" parole. Berlino considera «definitiva» la decisione di Gm ha fatto sapere il portavoce dell'Esecutivo tedesco, Ulrich Wilhelm. Un po' come dire: non siamo disposti ad altri colpi di scena. Wilhelm ha aggiunto poi che è «verosimile» un chiarimento tra il cancelliere Angela Merkel e il presidente Usa, Barak Obama. L'insolvenza, ha chiarito Wilhelm, «non è un'opzione» per Opel.
I sindacati tedeschi intanto hanno deciso di avviare una serie di scioperi dimostrativi per protestare contro la decisione di Gm. Il leader sindacale dei lavoratori di Opel, Klaus Frank è furioso contro la mossa del gruppo americano, che fa saltare tutti gli accordi presi finora con le organizzazioni sindacali e fa ripartire la trattativa sul piano di ristrutturazione della compagnia automobilistica tedesca. «Le dimostrazioni - dice Frank al Financial Times - inizieranno in Germania e si estenderanno a tutta l'Europa».
La vicenda Opel-Magna riguarda anche i governi di Inghilterra e Spagna, dove la casa tedesca ha degli stabilimenti. Il ministro spagnolo dell'Industria Miguel Sebastian ha espresso sorpresa per la decisione della casa di Detroit. Ma ha comunque fatto sapere di essere pronto ad avviare trattative. Purché la base sia l'accordo raggiunto con Magna.
Opel ha uno stabilimento a Figueruelas, nel nord della Spagna, con un organico di 7.000 persone. I sindacati avevano negoziato con Magna un taglio di circa 900 posti di lavoro e garanzie sul futuro industriale del sito. L'esecutivo spagnolo, ha precisato Sebastian, «non accetterà soluzioni in contrasto da quell'accordo».
La scelta di Gm è stata invece applaudita dai sindacati in Gran Bretagna, dove hanno sede due impianti Opel/Vauxhall. «La svolta di Gm è incredibile - dice il leader sindacale Tony Woodley - Sono deliziato per queste nuove notizie. Si tratta di notizie fantastiche per la Gran Bretagna e sono felice che Gm non voglia rompere con la sua famiglia e intenda tenersi Vauxhall». Il segretario alle Attività produttive del governo britannico, Peter Mandelson ha fatto sapere di essere pronto ad avviare una trattativa con General Motors.