Il Sole 24 Ore
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21 Marzo 2010

Previdenza, quelle polizze a lungo termine che possono raddoppiare la rendita

di Marco lo Conte

Diciamolo subito: fare gli scongiuri non basta. Perché uno ce la mette tutta per arrivare fino a un'età avanzata e, già che c'è, vorrebbe evitare che questa diventasse uno strazio. Non riuscendo a fare quei tre quattro gesti di vita quotidiana che poi consentono di godersi i nipotini, rileggere qualche libro rimasto troppo tempo sul comodino, guardare la partita, ricamare o giocare a bocce. Una vita salubre aiuta a evitare di diventare «non autosufficienti», ma può non bastare. Per questo da anni l'industria assicurativa propone al mercato polizze «long term care», ossia di tutela di lungo termine. Si tratta – come sempre – di strumenti costosi, se acquistati individualmente e meno onerosi, se sottoscritti in forma collettiva. Non è semplice far breccia nella capacità del singolo di far mente locale sulla sua esigenza di copertura del rischio.
Le adesioni collettive, invece, consentono di comprendere la copertura long term care, che difficilmente i singoli 30enni o 40enni percepiscono come necessarie (qui a fianco l'evoluzione demografica italiana dei prossimi decenni). Le economie di scala e il lungo tempo a disposizione per la fase di accumulo, prima delle possibili prestazioni, consentono di versare periodicamente una cifra poco incidente sul contributo totale, peraltro deducibile fiscalmente (mentre le prestazioni sono esenti dall'Irpef). Per questo un numero crescente di fondi pensione tra le prestazioni aggiuntive alla semplice rendita vitalizia. E in questo, il destino degli strumenti di previdenza complementare si intreccia con i fondi sanitari – di cui è prossimo il via all'anagrafe, presso il ministero del Welfare – anch'essi chiamati a svolgere un'azione complementare a quello che è il servizio sanitario nazionale, anch'essi implementati in sede di contratto di lavoro nazionale dalle medesime fonti istitutive, sindacati e imprenditori (tanto da provocare possibili sovrapposizioni).
Secondo un recente studio di Mefop, sono 44 i fondi pensione che offrono questo tipo di copertura ai propri aderenti (vedi tabelle qui a destra), su un totale di 195 soggetti previdenziali di nuova generazione (post riforme anni 90). L'analisi, presentata in un convegno, evidenzia modalità differenti di offerta tra le diverse forme pensionistiche: con i fondi pensione inclini a presentare il raddoppio della rendita solo a partire dal momento del pensionamento e con le polizze previdenziali più propense invece a offrire una copertura anche prima, essendo proposte da compagnie assicurative insieme a polizze Vita, con prestazioni diversificate. Si tratta in ogni caso di entrate aggiuntive molto utili – se non in certi casi indispensabili – in caso si renda necessario l'aiuto di una persona per le esigenze personali quotidiane: una badante rischia di essere un lusso per ampie fette della popolazione italiana.
Ma come funziona più nel dettaglio la copertura long terme care? Con poche variazioni sul tema, la prestazione scatta quando l'assicurato perde l'autosufficienza riguardo una parte delle "attività elementari della vita quotidiana" (in genere 3 su 6), classificate in: lavarsi, vestirsi e spogliarsi, utilizzare i servizi, trasferirsi dal letto alla poltrona e viceversa, controllarsi nella continenza e alimentarsi autonomamente. Com'è evidente dalla tabella qui a fianco, l'aderente può accedere a questo punto a prestazioni diverse; quelle offerte dai fondi pensione di categoria sono uguali, in quanto i negoziali aderenti ad Assofondipensione hanno affidato tutti insieme a un pool di compagnie assicurative il mandato di gestire le rendite dei propri iscritti, oltre a una serie di prestazioni aggiuntive, tra cui anche l'Ltc.
Di quanto crescerà l'esigenza di coprirsi dal rischio di non essere autosufficiente e di aver necessità dell'aiuto di una persona? A oggi la spesa sanitaria privata rappresenta il 23,4% del totale, pari a 30,1 miliardi di euro; di questa soltanto il 17,6% è assicurata mentre la restante parte è totalmente a carico dei cittadini. Che con l'aumento della vita media e invecchiando sempre più, vanno incontro necessariamente a un maggior fabbisogno sanitario. Le previsioni dicono che la spesa sanitaria degli over 80, a oggi, è quasi la metà del totale, il 45%; ma schizzerà al 71% da qui a cinquant'anni, facendo raddoppiare la quota di Pil destinata.


21 Marzo 2010

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