Domenico Siniscalco ritira la sua sua disponibilità per il consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo in polemica con la Compagnia di San Paolo e il suo presidente, Angelo Benessia. La notizia è stata anticipata dall'agenzia Radiocor e poco dopo confermata dall'ex ministro con una dichiarazione all'Ansa.

La decisione, ha motivato in un comunicato l'ex ministro oggi responsabile italiano della banca americana Morgan Stanley, è «in polemica con la Compagnia di San Paolo che, in due settimane, non è neppure riuscita a formulare una candidatura univoca» per il ruolo di presidente del cdg che pure gli era stato proposto. Siniscalco ha ringraziato inoltre il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e tutti gli azionisti che hanno manifestato il loro apprezzamento, sostenendo la sua candidatura.

Chiamparino attacca la logica dei «poteri forti e autoreferenziali»
«Prendo atto della decisione del professor Siniscalco - ha commentato il sindaco di Torino - che comprendo, anche alla luce dell'incapacità dimostrata dalla Compagnia di giungere ad un'indicazione univoca sul candidato da sottoporre alle valutazioni del Consiglio di Sorveglianza della banca. Che è la ragione che mi ha spinto a far sentire in più occasioni la mia opinione, in forza del ruolo non secondario che la Città di Torino ha verso la Compagnia stessa».

Ha poi continuato Chiamparino: «Mi auguro che il presidente che risulterà eletto possa dimostrare le stesse caratteristiche professionali e di rapporto con la città che il professor Siniscalco, indubbiamente, ha dimostrato di avere». In ogni caso, «anche alla luce dei veti più o meno espliciti emersi in queste ultime settimane su altri candidati proposti dal presidente della Compagnia sia per il consiglio di sorveglianza che per la presidenza del consiglio di gestione della banca, sembra prevalere una logica dettata da poteri forti e autoreferenziali, per i quali la politica è buona solo quando rafforza tale autoreferenzialità».

«Non escludo - ha detto a Radiocor Elsa Fornero, vice presidente della Compagnia di Sanpaolo - che, dopo il rifiuto di Domenico Siniscalco alla presidenza del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, non riprenda quota la candidatura di Enrico Salza». Siniscalco «ha sottolineato di aver subito un torto e fa bene ad essere offeso. La mia personale convinzione - ha aggiunto Fornero - è che Andrea Beltratti fosse il candidato ideale e l'ho detto in occasioni pubbliche. Mi dispiace che le persone vengano stritolate da queste comunicazioni».

Benessia: «La candidatura Beltratti può avere un vasto consenso»
Il presidente della Compagnia di San Paolo, Angelo Benessia, «con riferimento al mandato conferitogli dal Comitato di gestione della Compagnia stessa, volto a operare al meglio affinché, tenuto conto anche dell'accoglienza delle altre Fondazioni, la raccomandata candidatura del professor Siniscalco o del professor Beltratti consegua l'auspicata nomina a presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, è oggi in grado di ritenere che la candidatura del professor Andrea Beltratti, ora unico candidato raccomandato dalla Compagnia di San Paolo, se proposto dal Comitato Nomine secondo le statuite procedure, potrà conseguire un vasto consenso. 'a comunanza di intenti delle Fondazioni, ancora una volta - ha affermato Benessia - costituisce un punto di forza di assoluta importanza per la serenità del management della banca al quale va la gratitudine della Compagnia per i risultati conseguiti».

 

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