Intervista al commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn

Una notte in bianco «ma poco male, i mesi da militare mi hanno insegnato a dormire poco e comunque a scattare» esordisce Olli Rehn, provato ma soddisfatto. Il segnale forte ai mercati ci voleva ed è arrivato. Con i fatti. «Abbiamo mostrato che siamo pronti a difendere l'euro a qualunque costo» afferma, il giorno dopo l'accordo Ecofin, il commissario Ue agli Affari economici e monetari. Domani presenterà le proposte per rafforzare la governance economica dell'area. Poi passerà all'analisi dei piani nazionali per accelerare il consolidamento dei conti pubblici. In primis quelli di Spagna e Portogallo. Ma ci sarà anche l'Italia, dice, tra gli esaminandi alla riunione dell'Eurogruppo di lunedì prossimo a Bruxelles.

Un pacchetto di aiuti colossale, 750 miliardi di euro tra Eurozona e Fmi oltre agli interventi della Bce, in cambio di sforzi politicamente altrettanto colossali per accelerare il consolidamento dei conti pubblici. Ricetta credibile?
Credibile ed efficace.

Non troppo faragginosa, dunque inadatta alla velocità di reazione dei mercati? Salvataggio greco docet, no?
No. Non è un mistero che alla Commissione avremmo preferito una risposta più comunitaria ma il meccanismo trovato risponde allo stesso scopo. E non concordo sulla Grecia.

Se tre mesi le sembrano pochi
Una volta presa la decisione e negoziate le condizioni è bastata una settimana a rendere il tutto operativo. Ora abbiamo il vantaggio dell'esperienza acquisita con Atene.

Domani Spagna, di malavoglia, e Portogallo presenteranno i rispettivi piani di ulteriore aggiustamento. Necessari?
Sulla base delle nostre analisi è urgente per entrambi accelerare il consolidamento dei conti pubblici. E le riforme strutturali. Gli attacchi della speculazione contro di loro sono scattati anche per questo.

Sarà limitato a Madrid e Lisbona lo sforzo aggiuntivo?
No, altri paesi hanno bisogno di prendere nuove misure. Chi ha i fondamentali deboli è esposto alle sfide speculative. Mi aspetto quindi che tutti quelli dell'Eurozona diranno lunedì all'Eurogruppo che cosa intendono fare in concreto. Va trovato il giusto equilibrio tra exit strategy dagli squilibri di bilancio e rafforzamento della crescita economica. Chi ha margini deve continuare con gli stimoli.

Per esempio la Germania?
Per esempio.

In Italia il ministro Tremonti è stato tempestivo nel presentare le misure correttive per il 2011 e 2012
Stiamo valutando il suo pacchetto di provvedimenti.

Come lo giudica?
L'esame è in corso. L'Italia si trova in una posizione diversa rispetto ad altri paesi perché non ha distribuito massicci stimoli di bilancio. Però ha un debito molto elevato, la cui dinamica va messa sotto controllo.

Conclusione?
Anche in Italia va intensificato il processo di consolidamento dei conti pubblici. Discuteremo anche di questo lunedì all'Eurogruppo.

Che cosa proporrà domani per rafforzare la governance economica europea?Di migliorare la sorveglianza delle politiche di bilancio nazionali anche in via preventiva, cioè nella fase della loro elaborazione. Per meglio coordinarle.

La Germania è contraria. Come convincerla?
Nessuno minaccia i poteri dei Parlamenti nazionali. Però i Governi devono rispettare le regole Ue che si sono dati.

Quali altre proposte?
Correzione degli squilibri strutturali e di competitività, Perché se il consolidamento fiscale è prioritario, non è da meno il riequilibrio dei conti correnti, anche attraverso riforme che rafforzino la domanda interna.

Si riferisce ancora alla Germania?
Nessuno vuole indebolire ottime performance sul fronte dell'export. Però vanno bilanciate altrimenti ci sarà sempre una crescita economica debole non solo nel sud di Eurolandia ma in tutta l'Unione europea.

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