Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano interviene nella vicenda del presunto patto segreto Rai-Mediaset, esplosa dopo la pubblicazione su Repubblica delle intercettazioni relative all'inchiesta per il fallimento di Hdc, la holding di Luigi Crespi. E rispondendo, a margine del Premio Vittorio De Sica, a una domanda dei giornalisti precisa: «Le intercettazioni sarebbe bene che restassero dove devono restare, in linea di principio, almeno fino a che c'è il segreto istruttorio».
La questione del supposto accordo per la gestione dei palinsesti e il trattamento delle notizie tra Viale Mazzini e Cologno Monzese nel periodo oggetto d'indagine, tra la fine del 2004 e la primavera del 2005, ha innescato una nuova polemica politica. Il centrosinistra chiede a gran voce un'accelerazione della riforma della Rai e buona parte del centrodestra grida al complotto contro Silvio Berlusconi.
Fausto Bertinotti sottolinea la gravità dei fatti: «il quadro che esce è il quadro di una Rai sfigurata da uno smarrimento e da una perdita della sua autonomia anche come azienda, oltre che come progetto di informazione». Il Presidente della Camera ritiene inoltre che questa sia un'occasione da non perdere «perchè chi di dovere accerti con grande rigore quello che è accaduto, e se le cose venissero confermate per aprire una discussione pubblica sulla Rai come servizio pubblico».
Sulla vicenda interviene anche Silvio Berlusconi: è «una cosa inaccettabile», dice «ci sono iene e sciacalli» che hanno usato questa vicenda per «attaccarmi». «È inaccettabile - prosegue l'ex premier - e illegittimo che si possa mettere sotto controllo un cittadino qualsiasi senza un'ipotesi di reato che lo riguardi e senza aprire un'indagine. Ed è inaccettabile soprattutto rendere poi noti i contenuti di queste telefonate che sono assolutamente normali».
Da viale Mazzini il presidente Claudio Petruccioli, che oggi è stato ricevuto al Quirinale dal Capo dello Stato, ricorda: «Abbiamo approvato un piano industriale e abbiamo definito e stiamo approvando le linee del piano editoriale. L'insieme - sostiene - cerca di fare fronte ad un tornante delicatissimo nella vita del settore e di un servizio pubblico». Insomma, dice il presidente Rai «stiamo cercando di rilanciare il servizio pubblico in queste nuove condizioni». Il Ddl di riforma si muove a suo avviso nella giusta direzione; anzi, Petruccioli auspica un passo più in là, perchè -dice - «se si trovasse il clima per andare più avanti sarebbe anche meglio».
A Fedele Confalonieri sembra invece di «essere tornato ai tempi della P2». «C'è una strategia - dice il presidente di Mediaset - per affondare il nuovo progetto politico di Berlusconi». Dunque, «quelle carte (le intercettazioni, ndr) non sono uscite per caso». Anche perchè, osserva Confalonieri «quello del Cavaliere è stato un colpo di genio, non di teatro. Ed è una cosa seria. La strada sulla quale si è messo è lunga ma credo si possa percorrere. Ma nello stesso tempo è partita l'offensiva per cercare di fermarlo».