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Forleo, il Csm decide all'unanimità il trasferimento «per incompatibilità ambientale»

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4 dicembre 2007


La Prima Commissione del Csm ha votato all'unanimità l'avvio della procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità nei confronti del gip di Milano Clementina Forleo. Dietro la decisione ci sarebbero soprattutto le dichiarazioni pubbliche del giudice, con le quali ha denunciato di aver subito intimidazioni e pressioni, provenienti anche da «ambiti istituzionali», e legate all'inchiesta sulle scalate bancarie.

La vice presidente del Csm Letizia Vacca aveva spiegato che «la situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione». Ma il problema non era solo l'assenza di riscontri: «Le sue dichiarazioni, eccessive, forzate e gravissime - ha continuato Vacca - hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell' immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi». Insomma, si è determinata una situazione di «disagio», ma anche di «isolamento» del gip di Milano, a partire dal suo stesso ufficio.

La disposizione del Csm non è che l'ultima delle novità negative per il gip Forleo: proprio nella giornata di lunedì il giudice è stata ricusata dalla procura di Milano nell'udienza preliminare del processo a carico di Farida Ben Bechir Bentiwaa, la prima donna coinvolta in un'indagine sul terrorismo islamico. La scorsa settimana, invece, il Procuratore Generale della Cassazione, Mario Delli Priscoli, aveva promosso nei suoi confronti l'azione disciplinare per i contenuti dell'ordinanza con la quale il gip Forleo chiese alla Camera l'autorizzazione a utilizzare le telefonate tra parlamentari e alcuni indagati nell'inchiesta sulle scalate bancarie.

«Il nostro problema - ha commentato ancora la vicepresidente del Csm Letizia Vacca - è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano», assicurando che non c'è alcun spirito persecutorio, ma riservando un giudizio fortemente negativo sia al magistrato milanese sia sul pm di Catanzaro Luigi De Magistris, che si prevede sarà anch'egli oggetto di una pronuncia della Prima Commissione: «Sono cattivi magistrati. Dire "ho fatto il nome di D'Alema e per questo mi perseguitano", non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria -
incalza Vacca - e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi; altrimenti sono figure negative». Intanto, mentre Clementina Forleo si trincera dietro un «niente da dire», la sua amica e legale Giulia Bongiorno si dice certa che emergerà «l'assoluta correttezza» della sua assistita.

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