Nel 2007, diminuiscono di oltre il 10% i furti di beni culturali. Rispetto al 2006, in lieve flessione (-4,16%) anche il numero di scavi clandestini accertati, ma preoccupazioni permangono sul fronte della falsificazione, attività molto remunerativa e, di fatto, poco rischiosa. Lazio, Piemonte e Lombardia sono le regioni più colpite dai furti di opere d'arte. Aumentano arresti e denunce e, da quest'anno, anche gli interventi a tutela del paesaggio. Spicca il sequestro di beni culturali per un valore complessivo stimato intorno agli 83 milioni di euro. Sono questi, in sintesi, i principali risultati dell'attività operativa 2007 del comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, illustrati, a Roma, alla presenza del ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli, dal Comandante del nucleo generale Giovanni Nistri.
«Il mercato dell'arte - spiega il ministro Rutelli - ha raggiunto quotazioni altissime e questo rende sempre più determinante un intervento di contrasto sistematico e capillare». Per Rutelli, importante, quindi, «non abbassare la guardia», soprattutto nei confronti di scavi clandestini e furti nelle chiese, che da soli costituiscono il 40% dei furti totali. Il vice premier ha ricordato, poi, i risultati raggiunti anche attraverso gli accordi con il Getty Museum e altri musei Usa, grazie ai quali sono tornate in Italia decine di capolavori. Su questo fronte, ha annunciato, «ci saranno presto nuovi sviluppi».
Sul fronte dei furti di beni culturali, secondo i dati forniti dall'Arma dei carabinieri, da registrare, nel 2007, la riduzione dell'aggressione criminale nei confronti dei musei, chiese e istituti religiosi, mentre sono in aumento i furti in danno alle altre Istituzioni, pubbliche e private, quali Collezioni, Archivi e Biblioteche. Invariati rimangono, invece, i furti ai privati, che continuano, però, a essere l'obiettivo privilegiato delle attività criminose, con il 54% circa di tutti i furti denunciati. La Puglia e il Lazio sono poi le regioni maggiormente esposte al fenomeno degli scavi clandestini. Numismatica e reperti archeologici rappresentano i settori con il maggior volume di affari criminosi. Tuttavia, fanno sapere dall'Arma, negli ultimi due anni, si sono sensibilmente ridimensionati i traffici illeciti di reperti archeologici verso destinazioni estere e il mercato illegale di reperti «italiani» mostra sempre più una connotazione soprattutto interna e qualitativamente non eccezionale.
Per quanto riguarda, invece, l'azione di contrasto dei Carabinieri, da segnalare l'attività di tutela del paesaggio, che ha condotto, nel 2007, a sequestrare 23 manufatti abusi e a denunciare in stato di libertà all'Autorità giudiziaria 352 persone per reati specifici. «Per il momento - sottolinea il generale Nistri - un piccolo passo, ma andremo avanti». Recuperate, poi, di 95.360 opere d'arte, soprattutto dipinti, beni archivistici e librari, ebanisteria e oggetti chiesastici, con un incremento complessivo del 457% rispetto all'anno precedente. Sottratti, inoltre, ai criminali, 7mila frammenti e 28.528 reperti archeologici di varia fattura e monete, con un aumento, rispetto al 2006, di circa il 16 per cento. Di particolare importanza, sottolinea l'Arma, anche l'attività di intelligence condotta nei confronti di galleristi e collezionisti esteri, che ha portato al recupero di beni di grande valore sottratti al patrimonio nazionale a seguito di furti o di scavi clandestini.