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Multe per eccesso di velocità: la tolleranza è del 5%

di Maurizio Caprino

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10 gennaio 2008
La mappa degli autovelox


Quali sono i limiti di velocità in vigore in Italia? Per legge, anche considerando una sola categoria di veicoli, ogni singolo tratto di strada non ne ha uno solo ma due. Di fatto, spesso si sale a tre. Infatti, i limiti sono due perché - a quello generale previsto dal Codice della strada o locale riportato dalla segnaletica - occorre aggiungere sempre la tolleranza imposta a partire dal '97 dal Regolamento di esecuzione del Codice nelle rilevazioni della velocità: il 5%, con un minimo di 5 chilometri orari (quindi, sotto i 100 km/h si sale sempre di 5). Ma i limiti diventano tre se si considera che, nella prassi, spesso le forze dell'ordine scelgono di punire solo le infrazioni più gravi: tra gli addetti ai lavori si sa che non è raro che i rilevatori di velocità siano regolati sui 65 nei centri abitati, a 110-120 sulle strade extraurbane ordinarie e a 150 sulle autostrade (valori riferiti solo ad auto e moto, per i veicoli pesanti si è molto più severi).

Quindi, non è un caso se nel 2002 l'allora ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, introdusse per i gestori la possibilità di elevare a 150 il limite su certi tratti autostradali (ma nessuno si è mai preso la responsabilità di attuarla). Ulteriori conferme vengono dal fatto che le statistiche del sistema Tutor (che controlla anche le velocità medie) vedono al primo posto le infrazioni di chi va dai 148 ai 178 effettivi, quando è invece probabile che le medie si addensino più di frequente sotto i 148. Infine, nel 2003 il procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, aveva aperto un'inchiesta ipotizzando l'omissione di atti d'ufficio per gli agenti della Polizia stradale che operavano sulla Milano-Torino (ma autorevoli commentatori sostengono che gli agenti possono scegliere discrezionalmente il tipo di infrazione da colpire).

In ogni caso, non siamo davanti a particolarità tutte italiane. Per esempio, anche la ben più severa Svizzera prevede da sempre il sistema della tolleranza legale del 5% (che comunque vige di fatto anche in Italia da prima del '97, perché prevista direttamente dai decreti di omologazione dei rilevatori introdotti dalla fine degli anni Ottanta): non prevederla significherebbe obbligare i guidatori a guardare più il tachimetro (che peraltro è anch'esso impreciso) che la strada. Inoltre, almeno fino a qualche anno fa, si sapeva che in Francia molti controlli autostradali erano fatti sulla soglia dei 150.
E allora perché non alzare direttamente i limiti? Per una serie di motivi. Innanzitutto per evitare di dare ai guidatori una sensazione di maggior lassismo: decenni di comunicazione sulla sicurezza stradale basata sulla correlazione con la velocità hanno portato a identificare il livello dei limiti con quello della severità delle regole e della repressione. Inoltre, le attuali sanzioni sono graduate in rapporto alla gravità dell'eccesso rilevato: se si alzassero i limiti, per esempio, le sanzioni massime in autostrada scatterebbero solo oltre i 200 orari, il che è inaccettabile e richiederebbe quantomeno di rivedere anche i criteri di gradualità. Infine, un innalzamento toglierebbe la possibilità di colpire sforamenti lievi, quando lo si ritiene necessario (e ci sono casi in cui lo ritiene anche la Polstrada, non solo molti Comuni accusati di voler solo fare cassa).

Attenzione, quindi: non contate che ci siano sempre controlli basati su limiti più alti di quelli nominali. Infatti, di fronte a un rilevatore di velocità, voi non potete mai sapere se sta funzionando e come.

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