Merito, un obiettivo da perseguire. Torna su questo argomento il Rapporto Luiss 2008, giunto alla seconda edizione, dal titolo «Generare classe dirigente», presentato a Roma, a Palazzo Giustiniani. E se l'anno scorso il sottotitolo della ricerca (frutto di un tandem fra Luiss, Università Politecnica delle Marche, Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Società Ermeneia) era «Un percorso da costruire», per il 2008 diventa «Una sintonia positiva da ritrovare con il Paese». Una sintonia che contrasti con l'ambivalenza e incoerenza delle risposte date dal campione di popolazione italiana e di appartenenti alla classe dirigente attuale, intervistati per la ricerca della Luiss. Laddove si riconosce l'importanza del principio della meritocrazia per accedere ai posti chiave della classe dirigente (80% dei consensi fra la popolazione e 97% fra i dirigenti), allo stesso modo si ammette che «nel concreto le relazioni e le raccomandazioni contano più del merito» (81% dei consensi nella popolazione e 85% per la classe dirigente).

È un circolo vizioso, che porta la stessa elite che sta alla base della gestione del Paese (pubblica amministrazione e politica) a giudicarsi negativamente: il 93% degli appartenenti alla classe dirigente risponde che essa andrebbe cambiata, a vantaggio dei più bravi. La fotografia degli italiani che viene fuori dal Rapporto Luiss è quella di una popolazione che guarda allo Stato con poca fiducia, che non ama farsi governare e che preferisce dare ascolto ai propri interessi personali. Ulteriore fortissimo ostacolo per il paese sono i vincoli burocratici. Per il 72% della popolazione e per il 90% dei dirigenti, l'Italia deve essere slegata da questi vincoli per progredire.

Secondo la ricerca Luiss, i compiti della nuova classe dirigente devono essere orientati a saper interpretare le esigenze del Paese, con responsabilità e rispetto per l'altro. Per questo serve una nuova leva, che come ha sottolineato anche il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, cominci aprendo le porte ai giovani, a una «ventata di aria fresca». Ma gli stessi giovani devono essere formati, secondo la ricerca, promuovendo e sostenendo la competizione selettiva e la concorrenza che devono aver inizio fin dalla scuola e continuare anche nel mondo lavorativo con il meccanismo degli incentivi.

Il presidente del Senato Franco Marini, intervenuto alla presentazione, ha chiesto a chi già siede nei posti chiave della pubblica amministrazione e della politica «uno scatto d'orgoglio affinché assuma in modo sicuro, responsabile e competente la guida del Paese, perché il livello e la capacità della classe dirigente sono temi cruciali per la democrazia». Il presidente di Confindustria, invece, si è rivolto a tutti gli italiani, chiedendo «una nuova stagione di patriottismo, che lasci da parte egoismi, furbizie e particolarismi e dia spazio alla meritocrazia e alla sana competizione».

 

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