Con un Colpo di fulmine cala il sipario sul Festival della canzone italiana. Giò Di Tonno e Lola Ponce conquistano la 58° edizione del premio. E' la quarta volta che un duo vince il Festival della canzone italiana: prima di loro Albano e Romina (1984), Anna Oxa e Fausto Leali (1989), Ron e Tosca (1996) e i Jalisse (1997).
E i vincitori di quest'anno, che vengono dal successo teatrale di Notre Dame de Paris, come i Jalisse sono quasi sconosciuti al grande pubblico. Ma a differenza dei Jalisse hanno sponsor come Gianna Nannini, autrice del brano, e Riccardo Cocciante (autore del musical che li ha fatti debuttare). Entrambi avevano già partecipato al Festival (lei nel 2005 come ospite, lui tra i giovani nel 1994 e nel 1995). Seconda Anna Tatangelo, che era data come vincitrice annunciata, terzo Fabrizio Moro, che l'anno scorso aveva conquistato il trofeo dei giovani.
E con questo Colpo di fulmine cala il sipario su un festival di polemiche. «Sarà un festival che punta a valorizzare il cast fisso» aveva annunciato invece il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce, spiegando che la Rai avrebbe speso meno degli anni passati per i superospiti stranieri: per questa ragione all'ultimo momento era arrivato il no a Johnny Depp, troppo costoso. «Sarà il festival delle larghe intese» aveva annunciato Piero Chiambretti, commentando la strana coppia con Pippo Baudo. E la coppia ha funzionato.
Ma allora, cosa non ha funzionato in questo Sanremo dagli ascolti bassi senza scampo? Quando gli ascolti partono male (poco più di 9 milioni nella prima parte della prima serata, il 35% di share, il dato più basso per un esordio festivaliero dal 2000) non si recuperano più («non puoi fare un bocca a bocca a bordo campo - si è difeso Baudo all'ultima conferenza stampa - in corsa è difficile, ci sono impegni presi, ospiti assicurati, numero di cantanti stabilito»).
La riflessione s'impone. «Forse si riparte per una nuova stagione della televisione - ha ammesso Baudo - sulla quale dobbiamo riflettere tutti». Una nuova stagione nella quale cinque serate sono forse troppe: comincia a riconoscerlo persino Pippo, che del gigantismo dell'evento ha da sempre fatto un punto d'onore («il Festival ha bisogno di una grande cura dimagrante, una cura da cavallo»). Ma il Comune di Sanremo non vuole mollare, anche perché per la cittadina ligure, dal turismo non più così brillante, l'evento si traduce in 40mila presenze per un'intera settimana. La convenzione quinquennale Rai-comune ammonta a 10 milioni di euro a edizione, ma è ora in scadenza. Cosa succederà?
I discografici, in particolare la Fimi, propongono di riservare la gara ai soli esordienti e di lasciare fuori competizione tutti i big, che in questo modo potrebbero promuovere le loro uscite discografiche. In pratica la formula del giovedì dei duetti: ma puntare su Giorgia, Jovanotti, Fiorella Mannoia Gianni Morandi, Pooh non ha fatto decollare gli ascolti (meno di 7 milioni, quanto i Cesaroni su Canale5, con una differenza di appena 10mila telespettatori).
Mogol propone una gara lunga un anno, con le canzoni trasmesse in radio e una finale all'Ariston. Ma Baudo risponde che lo spirito Festival non si può snaturare, «perdi tutto e casca tutto il cucuzzaro». Ma Baudo sarà riconfermato? Quante cose dovranno cambiare nei prossimi mesi. Sanremo resta in attesa.