Un fiume di penne nere a Bassano del Grappa per il grande raduno degli alpini: 85mila persone provenienti da ogni angolo del mondo. Il corteo dell'81/a adunata alpina, ha percorso per oltre dieci ore le principali vie di una città - imporante per le memorie della Prima Guerra mondiale - in cui sventolavano tricolori ovunque. Un vero spettacolo di umanità, solidarietà, gioia, memoria e rispetto della tradizione. I bassanesi per primi hanno accettato di buon grado il disagio che la presenza di tante penne nere, accompagnate dal neoministro della Difesa, «emozionato per il grande spettacolo di amor patrio», e «orgoglioso di essere a Bassano del Grappa e di aver conosciuto in questa occasione gli alpini». Sul palco delle autorità anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Il presidente del Veneto Giancarlo Galan ha detto che «gli alpini sono un esempio per tutti di dedizione, solidarietà ed amicizia». Presenti anche il senatore Carlo Giovanardi e l'ex presidente del Senato Franco Marini, alpino tra gli alpini.
A seguire la sfilata multicolore delle penne nere anche il presidente dell'associazione nazionale alpini (Ana), Corrado Perona, che guarda, per il futuro, al «problema generazionale», data l'abolizione della leva. Ma «soprattutto - ha detto - bisogna avvicinare a noi delle persone che abbiano la coscienza e il cuore degli alpini». Oggi sono 325mila i soci dell'Ana e assicurano ore di lavoro volontario gratuito pari a 43 milioni di euro, mentre altri 6 li mettono di tasca propria per aiutare «là dove c'è bisogno». E l'esempio, oggi, viene da un gruppo di alpini della Valcamonica. Partiti da casa con sacchi di cemento, attrezzi e pittura, strada facendo si sono fermati ad una chiesetta diroccata. L'hanno rimessa in sesto, ritoccato gli affreschi, hanno fatto le foto di rito e via verso l'Adunata. L'appuntamento per il 2009 è a Latina: dai monti che hanno visto la guerra si scende nel centro Italia. Un percorso verso il sud, da dove, oggi, giungono le nuove leve degli alpini.