Una ragazza toscana di 16 anni è morta ieri sera all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze dopo che una specialista di medicina complementare le aveva sospeso la terapia insulinica. La ragazza era arrivata ieri pomeriggio al Meyer, già in coma e in condizioni definite gravissime dai medici. La sua agonia nel reparto di rianimazione è durata 26 ore: la giovane è morta alle 20.15 di ieri.
«A determinare il suo gravissimo quadro clinico - si legge in una nota di oggi dell'ospedale - è stata la sospensione, dal primo maggio, della terapia insulinica su consiglio di una presunta omeopata di Udine. La terapia era stata prescritta alla ragazza dal servizio di diabetologia del Meyer, dove la ragazza era in cura con ottimi risultati terapeutici».
Secondo quanto emerso dalla ricostruzione della vicenda, la consueta terapia insulinica era stata sostituita da un'altissima somministrazione di vitamine: una sostituzione «alla base del coma - si legge ancora - in cui la ragazza è sprofondata». I timori dei medici che la 16enne, che respirava solo con l'aiuto delle macchine, potesse non riemergere dal coma si sono dimostrati fondati: il Meyer ha denunciato il caso alla Procura della Repubblica di Firenze.
Lunedì la Federazione italiana delle associazioni e dei medici omeopati (Fiamo) aveva scrittona lunga lettera a Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, per chiedere «scelte forti e coraggiose» a favore di «milioni di cittadini e migliaia di medici e operatori» che hanno deciso di curarsi con le medicine non convenzionali. Gli omeopati chiedevano la cancellazione delle discriminazioni culturali, sociali ed economiche per i cittadini che si curano, per libera scelta, con l'omeopatia e altre medicine naturali.
Da anni è in corso una vivace polemica sul ruolo e l'efficacia delle medicine complementari e in particolare sull'efficacia sperimentale dell'omeopatia, non riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale. E a parlare di «un episodio estremamente grave» è oggi Lionello Milani, omeopata e presidente dell'Accademia internazionale di medicina fisiologica e di regolazione, oggi a Milano per un convegno sulla medicina alternativa ospitato dal Comune.
«È un episodio estremamente grave - ha ribadito - per tre motivi: primo, perchè sembra che chi ha consigliato la somministrazione di farmaci omeopatici non avesse le carte in regola per farlo; secondo, perché anche se le avesse avute non poteva sostituire un farmaco salvavita come l'insulina con un corrispondente omeopatico; terzo c'è stata disinformazione dei media, che hanno passato il messaggio secondo cui l'omeopatia può uccidere».
«L'omeopatia - ha proseguito l'esperto - non consiglia di sostituirsi ai salvavita, ai farmaci di pronto soccorso, e non ha mai consigliato di ridurre drasticamente le terapia di fase acuta, come ad esempio gli antibiotici. L'omeopatia - ha concluso - è un ottima integrazione con grandi potenzialità, ma come tutte le medicine ha dei limiti che bisogna conoscere».