Vernice con colorazioni non conformi e potenzialmente tossiche, batterie che con l'uso, oltre che nocive per l'organismo, potrebbero anche esplodere. Sono alcune delle caratteristiche dei telefoni sequestrati a Genova dalla Polizia Postale provenienti dalla Cina.
L'intervento della Postale è partito dalla segnalazione della torre di controllo dell'aeroporto di Pescara le cui strumentazioni erano disturbate da alcune interferenze che si è poi scoperto provenienti da un telefono cordless non omologato risultato acquistato online da una ditta di Bordighera la quale a sua volta lo aveva importato illegalmente dalla Cina.
In totale sono stati venticinque i telefoni cordless e quasi sessanta i «cinafonini» scoperti in possesso del commerciante dal Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni Liguria che ha comminato nei suoi confronti una sanzione amministrativa di 22 mila euro e nel contempo ha effettuato il primo sequestro di telefonini di fabbricazione cinese in Italia.
Tra i vari modelli venduti anche via internet ad un terzo del prezzo di mercato, molti quelli che sono imitazioni quasi perfette degli apparecchi più richiesti dal mercato come il Nokia N95 o il Nokia N95, oppure il CECT P168, imitazione dell'Iphone. Quasi tutti dual sim, alcuni addirittura tri sim e con tanto di antenna e ricevitori del segnale televisivo, i «cinafonini» presentavano confezioni richiamanti quelle originali, la presenza di un sistema operativo clone di quelli più famosi, ma solo in accensione e chiusura dell'apparecchio, e il famigerato marchio CE «China Export». Tutti potenzialmente pericolosi per i materiali con i quali sono stati realizzati.
I risultati dell'operazione sono stati illustrati questa mattina dal comandante del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni Liguria Armando Puccinelli e il Direttore Tecnico dell'Ispettorato Territoriale della Liguria del Ministero dello Sviluppo Economico-Comunicazioni Mario Mura.