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Sangue, un italiano su quattro contrario a donarlo
Il governo: «Siamo al limite della disponibilità»

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22 luglio 2008

Solo un italiano su due ha sentito parlare nell'ultimo mese delle donazioni di sangue. E fra i non donatori uno su due afferma che non lo farà mai. È quello che emerge dall'inchiesta che l'associazione Altroconsumo ha condotto su un campione di 2.131 italiani. E proprio oggi il sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio avverte: «Siamo al limite della disponibilità».



Chi non dona il sangue utilizza varie «giustificazioni»: paura delle siringhe, o di contrarre una malattia. Ma uno su tre ammette di astenersi «per pigrizia». Anche le ragioni dei donatori sono sorprendenti. Per il 24% di loro, è stata soprattutto «un'occasione per fare le analisi del sangue». Altri lo hanno fatto solo per curiosità (il 18%) o addirittura «per migliorare la propria autostima» (il 14% dei donatori).

Per il 74% dei donatori intervistati la carenza d'informazione è la ragione principale di questa situazione. Solo il 17% del campione ha sentito parlare di donazioni durante una visita medica.
Solo il 47% degli intervistati non sa che si può donare anche solo una parte del sangue (plasma, o piastrine). Il 70% non sa che il gruppo 0 è il più diffuso in Italia; e ancor di più ignorano che il gruppo sanguigno più raro è l'AB. Solo il 43% conosce la quantità di sangue , circa mezzo litro, prelevata ad ogni donazione. E meno della metà, il 36%, sa che una persona di sesso maschile non può donare sangue intero prima di tre mesi dall'ultima donazione.

La necessità che i donatori di sangue aumentino è stato ribadito proprio oggi dal governo. «In Italia non abbiamo una carenza, ma siamo al limite delle disponibilità- ha spiegato il sottosegretario Fazio in una conferenza stampa - . Per questo é importante una nuova spinta della donazione nei mesi estivi». Nel 2008 è stata fatta per la prima volta una previsione delle necessità di sangue rispetto ai reali bisogni. Aspettative che non in tutte le regioni sono state rispettate. Ci sono infatti almeno tre casi in cui le previsioni di produzione di sangue sono state smentite poi dalla realtà delle donazioni effettuate: è successo per esempio in Lombardia, in Emilia Romagna e nelle Marche. Nel lazio l´insufficienza di sangue é ormai cronica, e anche nelel regioni del Sud, il numero di donazioni sono molto al di sotto delle medie nazionali. La Campania ha siglato di recente un accordo con il Ministero della salute in cui si ipotizza, tra agosto e settembre, 5000 donazioni in più. (F.Cocco)

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