I dati dell'indagine diffusi dall'indagine di Contribuenti.it sull'evasione sono «stravaganti» e gli industriali «respingono al mittente» le indicazioni secondo le quali sarebbero al primo posto tra le categorie che evadono il fisco. A sottolinearlo è lo stesso direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta.
«Bisogna vedere e capire su quali basi è stata condotta l'indagine» ma dati che indicano in Italia un 48% di reddito imponibile evaso sono «sorprendenti»: se così fosse «avremmo un Pil enormemente più alto». Tutti gli organismi internazionali, inoltre, concordano nell'indicare un dato intorno al «20-25%».
È comunque da «rinviare al mittente», prosegue Beretta l'indicazione degli industriali tra i maggiori evasori. «È la prima volta che arriva un segnale di questo tipo»: il sistema industriale è «strutturato, ha meccanismi consolidati sotto il profilo contributivo e fiscale». Confindustria, inoltre, è da sempre «in prima linea contro la lotta all'evasione, come sottolineato in ogni occasione dal presidente Emma Marcegaglia che ha sempre parlato di evasione come forma di concorrenza sleale nei confronti degli industriali. Lotta al sommerso ed al lavoro nero è da sempre un impegno di Confindustria», ribadisce.