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«Febbre del gioco»: in Italia a rischio in 600mila

di Marco Mobili

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7 ottobre 2008

Scommesse, cavalli, poker, slot machine, videolettery, Casinò e Bingo. Sono i giochi che i circa 600mila giocatori «onnivori» italiani prediligono rispetto ai giocatori non problematici. Non solo. Il giocatore a rischio è prevalentemente di sesso maschile e separato, ha scarse capacità nell'investire denaro a prescindere dall'attività del gioco, il più delle volte è figlio di almeno un genitore con problemi analoghi e, di fondo, è propenso al rischio. È questo l'identikit tracciato dalla ricerca «Il gioco problematico: prevalenza, fattori di protezione e di rischio», presentata oggi a Roma, con il primo bilancio sociale del settore giochi, dal Gruppo Lottomatica.

Il dato che emerge dallo studio coordinato da Claudio Barbanelli dell'Università di Roma "La Sapienza", su un campione di 2mila soggetti rappresentativi della popolazione dei giocatori italiani adulti con interviste condotte dall'Eurisko tra giugno e luglio scorso è comunque in linea con gli studi registrati fino a oggi a livello mondiale ed europeo. Così, ad esempio, emerge che i giocatori problematici - che presentano incapacità nel resistere all'impulso e all'urgenza di giocare o hanno di fronte a loro ripetuti fallimenti nel tentativo di smettere di giocare e in questa attività ludica spesso trovano sollievo ai problemi personali - sono in Italia 1,27% del totale di italiani adulti (46.506.000).

La ricerca commissionata da Lottomatica vuole individuare anche possibili soluzioni per affrontare di petto il problema. Su tutte quella «di educare - come ha dichiarato l'amministratore delegato del Gruppo, Marco Sala - al gioco responsabile agendo sulla comunicazione per incrementare i fattori di protezione più forti, tra cui l'autoefficacia». Per questo Lottomatica predisporrà un proprio vademecum, che farà appositamente certificare da un ente esterno, precisa Sala, che sia in grado di fornire in tempo reale al giocatore «informazioni obiettive sulla probabilità di vincita, favorire la dimensione ludica del gioco e soprattutto consentire agli appassionati del gioco scelte consapevoli e informate». La ricerca sul gioco responsabile, non è poi che uno dei quattro capitoli che compongono il bilancio sociale, primo nella storia delle aziende italiane del settore giochi. «Un piano - ha spiegato il presidente del Gruppo, Lorenzo Pelliccioli - che Lottomatica mette a disposizione dei Monopoli di Stato e che consente di procedere nel settore di riferimento secondo direttrici ben precise tracciate dallo stesso bilancio sociale: performance, governance, indipendenza e soprattutto trasparenza».

Per quanto riguarda il dato economico emerge che il valore aggiunto 2007 di Lottomatica supera gli 830 milioni di euro ed è più che raddoppiato rispetto al 2006. E di questo il 44% è destinato al personale (circa 6mila unità), il 23, 3% alla remunerazione del capitale di credito (operazione straordinaria Gtech) e il restante versato all'Erario come imposte dirette e indirette. Tutto questo, ovviamente al netto dei circa 3,5 miliardi di euro che Lottomatica ha prodotto nel corso del 2007 in termini di utili erariali con i giochi che gestisce (Gratta e vinci, Lotterie, scommesse e Lotto).
Nonostante le ottime performance del Gruppo e la buona liquidità, Pelliccioli a chi gli chiedeva di possibili investimenti nel 2008, ha risposto con un preciso «non è il momento. Se avessi un progetto di acquisizioni, prima lo farei e poi lo annuncerei. Direi che in questo momento tutte le idee le mettiamo in frigorifero e ne riparliamo quando la situazione si stabilizza».

Per chiudere sul bilancio sociale, poi, l'amministratore Marco Sala ha posto l'accento anche sulle risorse che il Gruppo reinveste in iniziative a favore delle comunità locali, dalla conservazione del patrimonio artistico /(500 milioni ogni 3 anni) alle lotterie speciali dedicate al supporto di iniziative sociali (il gratta e vinci per le olimpiadi di Torino o la "Lotteria Fiaba"), così come gli oltre 11 milioni di euro devoluti nel 2007 alla comunità (sponsorizzazioni di squadre sportive, assistenza e ricerca per l'infanzia o il sostegno alla cultura con l'organizzazione di mostre e avvenimenti).

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