Per Silvio Berlusconi è ancora una ferita aperta. Il premier tante volte, nei suoi interventi, ha accusato Mani Pulite di aver distrutto un'epoca, di aver riportato l'Italia indietro nel tempo, di aver salvato «solo una parte politica». Ieri, domenica 24 novembre, a Montesilvano il Cavaliere è andato ancora oltre: «Nel 1994 - attacca la magistratura iniziò un'azione rivolta verso i cinque partiti democratici che, pur con molti errori, erano riusciti a garantire per 50 anni benessere e progresso». Da lì la nascita di Forza Italia: «Non potevamo permettere - ricorda il premier - che il Paese fosse consegnato nelle mani di chi ha nel proprio credo quella falce e martello, simbolo di terrore e morte».
È un affondo nei confronti di Antonio Di Pietro che viene citato e fischiato - più volte durante i due comizi in Abruzzo, a sostegno del candidato del Pdl, Gianni Chiodi. Ma è anche un attacco diretto nei confronti della sinistra che da allora «non è cambiata affatto», che «cerca solo lo scontro usando le piazze per sbraitare», che non è come l'opposizione americana che in un momento di crisi si unisce in un solo blocco alla maggioranza. Ma nel mirino del Cavaliere finisce anche l'informazione che continua a parlare di crisi e soprattutto «la Rai di sinistra» che «oltraggia e dileggia» il presidente del Consiglio. «C'è - sbotta il premier - un passaparola dei conduttori di sinistra per farmi prese in giro, a volte insulti e molto spesso menzogne».
Berlusconi invita di nuovo i suoi esponenti di governo a non partecipare alle risse in tv. Cita trasmissioni di approfondimento politico come «Primo piano», «Ballarò», «Porta a porta», «Anno zero» per ribadire che «è poco dignitoso» per chi «ha responsabilità di governo» essere «un fattore di risse». Del resto l'azienda di viale Mazzini è una delle preoccupazioni del premier anche per quanto riguarda la questione della Vigilanza: Villari? «Ormai - dice allargando le braccia - è diventata una situazione kafkiana e non è colpa nostra, noi non possiamo incidere per nulla...».